Gli esperti di Los avvertono: il calcio aumenta il rischio di ELA
Mentre il calcio è spesso celebrato per promuovere stili di vita sani, un numero crescente di studi ora mette in luce il lato opposto: gli impatti ripetuti alla testa possono aumentare drasticamente il rischio di malattie neuro‑degenerative. Gli esperti puntano a statistiche allarmanti che contrappongono l’immagine di sport salutare a un pericolo maggiore di SLA e altre condizioni.
L’indagine più citata, riportata da Sport, è stata condotta dall’Università di Glasgow. I ricercatori hanno seguito 7.676 ex calciatori professionisti per più di 18 anni e hanno confrontato i loro risultati di salute con quelli di 23.028 individui della popolazione generale.
I dati hanno rivelato che gli ex calciatori avevano cinque volte più probabilità di sviluppare la malattia di Alzheimer, quattro volte più probabilità di soffrire di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e il doppio delle probabilità di essere diagnosticati con la malattia di Parkinson. La mortalità per disturbi neuro‑degenerativi era 3,5 volte più alta rispetto al gruppo di controllo.
È importante notare che il rischio aumentato è stato osservato principalmente tra i giocatori di campo, mentre i portieri non hanno mostrato gli stessi tassi elevati. Questo schema rafforza l’ipotesi che il colpo di testa e gli impatti ripetuti alla testa possano innescare l’insorgenza di queste malattie.
I risultati hanno già spinto diverse federazioni calcistiche a rivedere i protocolli di allenamento, limitando gli esercizi di colpo di testa e ponendo l’accento su misure protettive durante la pratica.
Álvaro Benito ha espresso il suo sgomento nel programma di discussione El Larguero, dicendo: “È un dato spaventoso. Terribile, perché sembra che lo sport sia salute.”
José Cernuda, direttore di Proteckthor, ha aggiunto che lo studio di Glasgow è uno di oltre 50 indagini che giungono a conclusioni simili, osservando: “È un dato terribile e sono più di 50 studi che confermano questo dato.”
Ha anche sottolineato che i calciatori moderni corrono più velocemente, sono più forti e quindi subiscono impatti più frequenti, ampliando le preoccupazioni per la salute oltre al solo colpo di testa.