Mondiali
Il capo FA giordana accusa la FIFA di ricatto nei problemi dei Mondiali
Il principe Ali bin al-Hussein, presidente della Federazione Giordana di Calcio, ha pubblicato un avvertimento netto su X, sostenendo che la FIFA stava usando il ricatto per fare pressione sulla sua federazione, citando la fuga del progetto Forward e la prima campagna della nazione ai Mondiali negli Stati Uniti. I principali protagonisti, la Federazione Giordana di Calcio, la FIFA e Forward, compaiono nella dichiarazione iniziale.
Nel suo post su X, il principe Ali ha dettagliato una serie di ostacoli finanziari e logistici che hanno afflitto il percorso della Giordania ai Mondiali, descrivendoli come tattiche coercitive da parte della FIFA. Ha inquadrato la situazione come una battaglia etica per la Federazione Giordana di Calcio.
Ali ha sottolineato che molti tifosi giordani in viaggio verso gli Stati Uniti non sono riusciti a ottenere il visto nonostante avessero i biglietti, che secondo lui erano stati venduti a prezzi esorbitanti. Il rifiuto del visto, ha sostenuto, ha minato la partecipazione dei tifosi e ha aggravato i problemi della federazione.
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Ha aggiunto che il governo degli Stati Uniti, tramite la FIFA, ha imposto tasse sulla partecipazione della Giordania, un onere non subito dalle squadre con sede in Canada o Messico. Questa pressione fiscale ha deviato fondi che sarebbero dovuti andare a giocatori e staff.
Ali ha osservato che la Giordania attende da dicembre il montepremi della Coppa Araba in Qatar, un evento sanzionato dalla FIFA, e che i fondi per aver raggiunto la finale non sono ancora stati ricevuti. Il pagamento ritardato ha ulteriormente messo sotto pressione le risorse della Federazione Giordana di Calcio.
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Secondo il principe, i funzionari della FIFA hanno