Serie A
Valente sfida il Como per dimostrare cosa ha perso l’Italia
Luciano Valente, nato nei Paesi Bassi ma figlio di un padre romano, si prepara a partire in campo contro il Como per la decima volta in questa stagione con il Feyenoord, sperando di far capire agli italiani cosa si sono persi. La partita è l’occasione per mettere a confronto i due mondi che ha sempre diviso: l’Italia, rappresentata dal padre Roberto, ex terzino di Siena e della Maceratese, e l’Olanda, patria della madre.
Il percorso tra due nazionali
Fin da piccolo Valente ha oscillato tra le due identità: ha giocato con l’Italia nelle Under‑19 e Under‑20, per poi essere convocato dall’Under‑21 olandese, dove ha debuttato contro gli azzurrini. A novembre 2025 ha ricevuto la prima chiamata per la nazionale arancione in vista delle partite contro Polonia e Lituania, entrando in campo al posto di Xavi Simons nella seconda partita.
Il sogno di indossare la maglia azzurra si è infranto quando, poco meno di un anno fa, la chiamata del ct Gattuso non è arrivata, ma quella di Ronald Koeman sì, rendendo la scelta semplice per Valente.
Il ruolo al Feyenoord e la sfida contro il Como
Acquistato nell’estate 2025 per 7 milioni di euro, il Feyenoord lo ha inserito come capitano, facendolo alternare tra la mediana e l’attacco nel 4‑2‑3‑1 e nel 4‑3‑3. In questa stagione ha già segnato 4 gol, tutti in Eredivisie, e guida la classifica del campionato, ma il suo debutto in Champions League è stato deludente contro il Barcellona.
Durante la conferenza stampa Valente ha dichiarato: “Ho giocato nelle Under con l’Italia ed ero aperto ad ascoltare entrambe le nazionali. Dall’Italia nessuno si è più fatto sentire, poi è arrivata la chiamata di Koeman e la scelta è diventata semplice”. Ha inoltre elogiato il Como definendolo “una squadra molto offensiva come noi, che gioca un bel calcio” e ha definito Nico Paz “un giocatore fantastico”.
Il suo stile, descritto da Robin van Persie come “dotato tecnicamente, capace di passaggi decisivi e con grande voglia di migliorare”, combina la concretezza italiana con la praticità olandese, ereditate dalla madre.
Valente ha anche ammesso di soffrire l’altitudine, commentando dopo l’atterraggio in elicottero al De Kuip: “Non mi piace stare lassù, preferisco avere i piedi per terra”.