Mondiali
L'eliminazione della Germania ai Mondiali alza pressione su Nagelsmann
La campagna della Germania per la Coppa del Mondo FIFA 2026 è terminata negli ottavi di finale, lasciando l’allenatore Julian Nagelsmann sotto intenso scrutinio. La sconfitta ai rigori contro il Paraguay chiude un torneo iniziato con segnali d’allarme e ora costringe a una rivalutazione della direzione della nazionale.
La Germania ha dominato il possesso per lunghi periodi, ma ha faticato a creare occasioni chiare. Nei tempi supplementari, Jonathan Tah sembrava aver segnato, ma il gol è stato annullato dopo che Waldemar Anton è stato giudicato aver commesso un fallo sul portiere del Paraguay Roberto Fernández nella fase di costruzione.
I rigori si sono rivelati decisivi, con la prestazione offensiva deludente della Germania e una performance incerta ai calci di rigore a sigillare l’eliminazione. I rapporti hanno suggerito che diversi giocatori tedeschi fossero riluttanti a farsi avanti durante i rigori.
L’addio di Nagelsmann alla Germania scatena polemiche dopo la sconfitta con il Paraguay
La riluttanza di Nagelsmann ad affrontare i problemi è emersa nelle partite di gruppo contro la Costa d’Avorio e l’Ecuador, dove il gioco offensivo mancava di efficienza contro avversari più forti. I sostituti hanno ripetutamente offerto più energia e impatto rispetto alla linea d’attacco titolare. Leroy Sané ha mantenuto il suo posto nonostante le difficoltà durante tutto il torneo, mentre altri attaccanti hanno contribuito con gol, assist o prestazioni migliorate. La sua continua inclusione è diventata un fattore chiave nell’eliminazione della Germania.La supplica di Nagelsmann e la determinazione del Paraguay: chi merita di restare?
Il cambiamento decisivo di Joachim Löw nel 2014, che ha riportato Philipp Lahm al ruolo di terzino destro, ha trasformato l’equilibrio della Germania sulla strada verso il titolo mondiale. Al contrario, solo Joshua Kimmich ha mostrato costantemente la responsabilità e la leadership mancanti altrove nella rosa attuale. La DFB ora deve affrontare questioni fondamentali sull’identità della nazionale, dallo sviluppo dei giocatori alla leadership in campo. Le richieste di un più ampio reset risuonano come la necessità di ripristinare la resilienza e la mentalità che hanno caratterizzato le precedenti squadre tedesche di successo.