Serie A
Massimo Chiesa difende l’appello di Di Bello sul contatto De Bruyne‑Vasquez
Massimo Chiesa ha spiegato che il momento decisivo dell'arbitro è stata la decisione di non fischiare il contatto De Bruyne‑Vasquez, dichiarando di essere d'accordo con la scelta di Di Bello di lasciare continuare il gioco nonostante il fallo fosse tecnicamente fischiabile secondo le regole più vecchie.
Nuove direttive dell'arbitro ridefiniscono i falli
Durante il programma Sempre Con Te su Radio SSC Napoli Centrale, l'ex arbitro ha condiviso la sua opinione, osservando che l'incidente ha messo in evidenza le nuove direttive emesse dal direttore tecnico dell'arbitro, un cambiamento prima segnalato da Stampa A− A+.
Chiesa ha sottolineato che secondo le recenti linee guida Orsato, la lista dei ‘furbetti’ si è ampliata dagli attaccanti per includere i difensori, il che significa che un giocatore placcato può rimanere in piedi senza che venga fischiato un fallo, un punto che ha illustrato con la semplice parola De.
Sanzioni e VAR nel nuovo sistema
Ha ricordato un episodio serio nello scontro Torino‑Milan in cui è stato mancato un rigore chiaro, aggiungendo che il gesto di alzare il braccio di Vlasic ha segnalato un'opportunità VAR persa, e ha elogiato Di Bello per aver mantenuto una visione di campo chiara nel caso De Bruyne‑Vasquez.
L'intervista ha anche trattato nuove sanzioni: un portiere che perde tempo su un calcio di rinvio ora concede un corner, i giocatori sostituiti devono uscire entro dieci secondi, e un secondo cartellino giallo ora provoca un rosso immediato, tutte misure volte ad accelerare il gioco.
Secondo Chiesa, l'episodio Contatto Vasquez‑De Bruyne dimostra come le regole aggiornate e il protocollo VAR modelleranno l'arbitraggio futuro, con l'aspettativa che tale chiarezza riduca le decisioni contestate e migliori lo spettacolo.