Gattuso al Festival di Trento – La Lazio, il Milan e la bosnia
Il Teatro Sociale di Trento ha ospitato l’ultimo giorno del Festival dello Sport 2026, dove Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, è stato intervistato da Luigi Garlando nel panel “Non mollare mai”. Il tecnico ha parlato di Milan, Lazio e dei mesi insonni per la Bosnia.
Gasperini e l’eredità di Sacchi
Un video trasmesso mostra l’allenatore Francesco Gasperini invitare Gattuso a cena, dicendo “Gasp è sempre stato presente. Mi chiamò e mi disse di tener duro, che gli piaceva come stava giocando in quel periodo”. Gattuso ha aggiunto che Gasperini, dopo Sacchi, ha portato un cambiamento epocale nel calcio e che molti colleghi cercano di imitare il suo stile, “ma difficilmente ci riusciamo”. Le sue parole sono state raccolte da.com.
Riguardo al derby, Gattuso ha dichiarato che quando sente parlare dell’incontro in spogliatoio o tra i magazzinieri lo ferma subito, perché “prima le gare che dobbiamo fare, al derby ci penseremo la settimana prima”. Ha poi parlato dell’ipotesi di superare la Roma, affermando “non conta nulla, dobbiamo pensare a preparare bene la gara con il Monza”. Ha ricordato di aver avuto dieci giocatori di movimento e, successivamente, giovani della Primavera, pronti a dare il massimo.
Nel contesto di “Quel Napoli‑Verona”, Gattuso ha osservato: “Se pareggiavamo arrivavamo secondi, siamo arrivati quinti, una mazzata incredibile”. Il ricordo evidenzia la frustrazione per risultati inferiori alle aspettative.
Il rapporto con Lotito e la scelta per la Lazio
Il rapporto con il presidente Claudio Lotito è stato definito da Gattuso come “normale”, sottolineando che raramente ha litigato con i dirigenti e che apprezza il dialogo diretto. Ha scherzato: “Un casino, ha 4‑5 telefonini, è difficile da gestire (ride)”. Riguardo alla decisione di prendere la Lazio, ha spiegato di aver vissuto un’esperienza dolorosa in nazionale, di aver detto “no” due‑tre volte a Lotito, ma di aver accettato perché “c’era un momento di difficoltà e dei giocatori che avevano qualcosa da dare”.
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Gattuso ha ricordato i “mesi insonni per la Bosnia”, riferendosi alle difficoltà recenti del paese, e ha sottolineato l’importanza di tifosi presenti, affermando “il calcio senza tifosi non è calcio”. Ha rivissuto l’esperienza dello stadio vuoto durante la pandemia di Covid, definendola una prova di sofferenza per il club.
Il tecnico ha lodato il giovane Francesco Frattesi, definendolo il suo “Malen”. “Ho avuto la fortuna di allenarlo in nazionale; gli ho detto di prendere una decisione e di non accontentarsi di 10‑15 minuti”, ha detto Gattuso, aggiungendo che la scelta di Frattesi per la Lazio è stata “incredibile” e che il club ha potuto fare poco sul mercato.
Sul ruolo dei terzini, Gattuso ha affermato che “solo uno in giro: Mendes del PSG”. Ha ricordato che Mendes ha sperperato “100 milioni di eredità” ricevuta dalla famiglia, e ha criticato Nuno Tavares per non aver sfruttato il suo talento, dichiarando “odio chi ha talento e non fa nulla per migliorarsi”.
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Ha raccontato un episodio in cui, in una partita Milan‑Juve, avrebbe preso un rosso e poi sfidato l’allenatore Capello, aggiungendo “non vorrei mai un Gattuso nella mia squadra”. Ha citato anche l’esonero a Palermo dopo una partita, problemi societari a Pisa e Creta, e la perdita del titolo di Champions per un punto con Milan e Napoli. Conclude dicendo che “le cose semplici non mi piacciono”, ma che ha incontrato “una donna speciale”, ha avuto figli ed è felice a casa.