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Il Filmauro si rafforza mentre il Bari affronta la liquidazione coatta
Al quartier generale del Bari nel sud Italia, gli investigatori hanno sequestrato documenti martedì sera tardi, un’immagine che rispecchia il collasso della società. La Procura di Bari ha avviato una procedura di liquidazione giudiziaria nei confronti del Bari, club di Serie C, svelando una crisi finanziaria che i pubblici ministeri collegano direttamente a presunte irregolarità gestionali da parte di Aurelio De Laurentiis e di suo figlio Luigi.
Le perquisizioni sono state effettuate contemporaneamente alla sede del Bari e negli uffici della Filmauro, dove entrambi i De Laurentiis sono indagati per falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. L’inchiesta riguarda i bilanci del Bari dal 2019 al 2025, che i magistrati definiscono come rivelatori di perdite ricorrenti pari a circa 30 milioni di euro in quel periodo.
I pubblici ministeri sottolineano un significativo deficit patrimoniale e un debito in crescita, senza che sia stato individuato un piano di ristrutturazione credibile durante la loro analisi. Descrivevano i bilanci del club come evidenzianti uno “squilibrio economico e finanziario grave, tale da compromettere la continuità aziendale”.
La retrocessione del Bari dalla Serie B alla Serie C nella stagione 2025-26 ha aggravato ulteriormente la sua precaria situazione. Nonostante queste pressioni, il Bari rimane operativo solo grazie al sostegno finanziario straordinario della Filmauro, suo unico azionista, attraverso iniezioni di capitale, remissioni di debiti e rivalutazione del marchio societario.
Una transazione cruciale sotto esame riguarda il portiere Elia Caprile. Il Bari lo ha acquistato dal Leeds United nel 2022, con una clausola di rivendita a favore dei britannici. Quando Caprile si è trasferito al SSC Napoli un anno dopo, i magistrati sostengono che sia stata omessa la corresponsione di un bonus su futuri guadagni in conto capitale spettante al Bari, trasferendo così l’intero valore economico futuro del calciatore al SSC Napoli.
Le successive cessioni di Caprile — in prestito all’Empoli e poi a titolo definitivo al Cagliari per 8 milioni di euro la scorsa estate — hanno ulteriormente aggravato la situazione finanziaria del Bari, secondo l’accusa. L’inchiesta si è estesa anche all’ex direttore del Bari Ciro Polito, all’ex direttore sportivo del SSC Napoli Cristiano Giuntoli (oggi alla Atalanta), a Mauro Meluso (direttore sportivo del SSC Napoli nella stagione 2023-24) e all’agente di Caprile Graziano Battistini.
Sono state effettuate perquisizioni presso le loro abitazioni, anche se al momento nessuno di loro è indagato. L’analisi tecnica dei bilanci del Bari dal 2019 al 2025 ha indotto i magistrati a sostenere che gli squilibri finanziari del club rappresentano una minaccia esistenziale per la sua continuità.
La Filmauro, la holding legata ad Aurelio De Laurentiis, ha fornito l’unica ancora di salvezza che tiene a galla il Bari in questa crisi.
La procedura di liquidazione giudiziaria segna un punto di svolta per un club la cui gestione finanziaria inefficace ha ora attirato l’attenzione penale.