Champions League
Come l'ascesa di Como in Champions League scatena la ira dei tifosi per il divieto di ingresso
Nelle vivaci strade di Como, i tifosi celebrano una ascesa meteoritica che ha garantito al club il suo primo posto in Champions League, anche se una rigida politica dello stadio incombe, minacciando di revocare gli abbonamenti ai tifosi che mancano più di tre partite casalinghe.
Il club ha annunciato la regola in una dichiarazione di lunedì sotto la supervisione dell'ex centrocampista dell'Arsenal Cesc Fàbregas.
Il presidente del club di Serie A ha difeso le dure nuove regole, sostenendo che sono necessarie per il futuro del club.
Secondo la politica, i tifosi che mancano più di tre partite casalinghe senza una valida motivazione rischiano di vedere revocati i loro abbonamenti.
Un'ulteriore normativa vieta ai tifosi di indossare le maglie o le sciarpe della squadra avversaria in qualsiasi parte dello stadio, eccetto nella sezione ospiti designata.
La disputa tra i tifosi dimostra che le nuove normative hanno suscitato controversie all'interno della base di sostenitori del club, con molti che denunciano le restrizioni come punitive.
In sintesi, lo scontro tra il risultato storico e le rigide misure di presenza evidenzia una crescente tensione tra l'ambizione del club e la tradizione dei tifosi.