Champions League
Fàbregas difende il progetto al Como di fronte alla Champions League
Cesc Fàbregas, allenatore del Como 1907, ha spiegato al Festival dello Sport che il suo progetto continua a crescere e che questa stagione affronta l’enorme sfida della Champions League. Nel suo intervento, l’ex‑giocatore di Arenys de Mar ha sottolineato che, se perde, vuole perdere a modo suo, preparando sempre una partita per giocare allo stile del club.
Una filosofia basata sulla formazione
Fàbregas ha difeso il suo modo di intendere il calcio e ha ricordato perché ha deciso di continuare in Italia nonostante le offerte, tra cui quella dell’Inter. Ha indicato che i suoi veri trofei sono la crescita di giovani come Da Cunha e ha citato Nico Paz come altro esempio del suo impegno nella cantera.
L’allenatore ha anche parlato del suo apprendimento, ammettendo che si sente ancora “come un giovane giocatore in panchina” e che ammira Arsène Wenger, con cui conversa abitualmente.
Sfide e ambizioni nella stagione
L’allenatore catalano ha sottolineato che il Como affronta una stagione inedita, con tre partite a settimana e l’esigente aggiunta della Champions. Ha assicurato che non sente la necessità di abbandonare il progetto né l’identità che stanno costruendo.
Durante la chiacchierata, Mancini ha commentato che Moise Kean non sta bene e deve tornare a casa, mentre Tuchel ha affermato che Gordon ha raggiunto un altro livello. Fàbregas, da parte sua, ha espresso il desiderio di ricevere consigli da Gian Piero Gasperini, il suo prossimo avversario, e ha aggiunto: “Mi piacerebbe che qualcuno come lui, dopo la partita, venisse a dirmi che ho fatto qualcosa di sbagliato e volesse parlare con me. Per me sarebbe un vero tesoro”.
In panchina, Fàbregas ha diretto il Como nel Gamper disputato al Johan Cruyff Pep Morata, lasciando chiaro che il suo successo non si misura solo in titoli, ma nella consolidazione di uno stile proprio e nello sviluppo di giocatori italiani nella cantera.