Mondiali
Belgio a Trump: "Caro signor Presidente, saluti dal Belgio"
Nel bagliore al neon del Lumen Field, la squadra belga ha lanciato un messaggio che ha risuonato ben oltre Seattle. Il comunicato, indirizzato al presidente Donald J. Trump, era semplice: «Caro signor Presidente, saluti dal Belgio».
Il tabellone segnava Stati Uniti 1 - Belgio 4, un risultato che ha zittito i critici e spento le polemiche sulla controversa squalifica di Folarin Balogun. L’allenatore belga Rudi Garcia, affiancato da Kevin De Bruyne, Romelu Lukaku e Jérémy Doku, ha visto la sua squadra avanzare ai quarti di finale del Mondiale.
Due settimane prima, l’umore nel campo belga era decisamente diverso. Doku si era precipitato a Londra per la nascita del figlio, Garcia era sotto attacco mediatico e la squadra aveva faticato a ottenere un pareggio nell’ultima partita del girone. Il pubblico mondiale del calcio si era beffato delle difficoltà del Belgio.
Il punto di svolta è arrivato con una decisione che ha scioccato il mondo del calcio. La gestione della squalifica di Balogun da parte della FIFA — poi revocata tra accuse di interferenze esterne — aveva scatenato l’indignazione. Persino Zlatan Ibrahimović aveva scherzato di essersi addormentato a guardare il caos. Il mondo osservava mentre la federazione belga emetteva comunicati infuocati, mentre Garcia e i suoi giocatori si chiudevano nel loro guscio per perfezionare il piano di gioco.
La mossa più audace dell’allenatore è arrivata proprio quella sera. Lukaku, Doku e De Bruyne sono partiti dalla panchina, una sorpresa tattica che ha lasciato Seattle senza parole. Gli Stati Uniti, guidati da Mauricio Pochettino, hanno offerto poca resistenza. Il loro gioco è andato in frantumi sotto pressione, e il Belgio ha capitalizzato con precisione chirurgica.
Il gol tardivo di Lukaku ribalta il destino del Belgio ai Mondiali a Seattle
Charles De Ketelaere ha aperto le marcature, poi Lukaku ha raddoppiato. Dopo un pareggio fortunoso dei padroni di casa, Johan Bakayoko e Lukaku hanno ristabilito il vantaggio con altre due reti. Le celebrazioni sono state sfrenate — il gesto iconico di Lukaku dietro l’orecchio una risposta di sfida alla controversia FIFA-Trump. Eppure la vittoria non ha cancellato l’ingiustizia. Le azioni della FIFA hanno violato le sue stesse regolamentazioni, e la vista della presidente della Federcalcio belga Pascale Van Damme seduta accanto a Gianni Infantino sulle tribune ha solo acuito il senso di scorrettezza. Il caso di Balogun rimane irrisolto, ora affidato alle aule di tribunale. Il cammino del Belgio verso i quarti è stato tutt’altro che semplice. Sono passati stentatamente il girone, hanno superato il Senegal in una sfida drammatica ai knockout e ora si trovano di fronte i campioni d’Europa in carica. Venerdì notte affronteranno la Spagna, guidata dalla giovane stella Lamine Yamal.Charles De Ketelaere colpisce per primo: il Belgio conduce sugli USA a Seattle
Per una nazione ancora elettrizzata dalla vittoria, il tempismo non potrebbe essere migliore. Come ha detto Average Rob — arrivato apposta per l’occasione —: «Belgio, insieme al massimo. Belgio, insieme fino in fondo». Un ultimo messaggio deve ancora essere inviato. Che sia per telefono o per cartolina, le parole sono già scritte: «Caro signor Presidente, saluti dal Belgio».