Audero spiega perché il ritorno alla Juventus è sfumato e confronta le sue due esperienze
Nel silenzio di una palestra di Milano, Emil Audero, portiere classe 1997, racconta a gianlucadimarzio.com come l’estate lo abbia avvicinato a un ritorno alla Juventus, squadra con cui aveva vestito la maglia nel 2016‑17.
Il contatto estivo con la Juventus
Audero conferma che la Juventus lo aveva preso in considerazione insieme ad altri portieri, ma la trattativa non è andata a buon fine per “diversi motivi”. Il portiere ha precisato di essere rimasto in attesa di capire quale fosse la soluzione migliore, allenandosi quotidianamente per essere pronto a ogni eventualità.
Ricordi e confronti tra Juve e Inter
Riflettendo sulla sua esperienza nella Juventus del 2016‑17, Audero ricorda di aver avuto “la fortuna di esordire in una grandissima Juve” e di aver compreso solo ora la qualità dei compagni, descrivendoli come “persone di spessore” e “giocatori di un altro pianeta”.
Sul tecnico Massimiliano Allegri, il portiere lo definisce “una grandissima persona a livello umano” e “bravissimo nella gestione dei giocatori”.
Passando all’Inter del 2023‑24, Audero descrive un “altro capitolo molto bello”, citando compagni come Barella, Dimarco e Bastoni, conosciuti fin dall’Under‑15, e sottolinea la normalità di allenarsi ogni giorno con loro.
Lui afferma che quell’Inter ha espresso “un calcio tra i migliori che abbia visto” e che la sua forza risiedeva “nell’amicizia all’interno dello spogliatoio”.
Nel confronto finale, Audero dichiara: “Come singoli la Juve, come collettivo l’Inter”. Ricorda le vittorie sporche della Juventus grazie a giocate individuali, mentre l’Inter ha mostrato un modo di giocare da squadra davvero impressionante.
Il racconto di Audero offre uno spaccato raro su due realtà calcistiche che ha vissuto in prima persona, evidenziando come le dinamiche di mercato e l’ambiente di squadra possano influenzare profondamente la carriera di un portiere.