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Serie A

Rifiutata la doppia offerta di Mazzola e Agnelli, scuse a Bonimba e Simoni

🇮🇹 Di 4AllFootball ·
Rifiutata la doppia offerta di Mazzola e Agnelli, scuse a Bonimba e Simoni

Alessandro Mazzola, 83, riflette su una vita divisa tra il ricordo inquietante di Superga e la gloria duratura della Grande Inter, mentre dice Chiedo scusa a Bonimba e Simoni per decisioni passate che ancora gravano su di lui oggi.

Da tragedia di Superga alla devozione per l'Inter

Ricorda il massimo del padre Valentino ‘Finché c’è tempo, si gioca con onore’, un principio che ha portato con sé fin dall’infanzia.

All’età di sei anni, cinque mesi e 23 giorni, sopravvisse alla tragedia di Superga, ricordando come tutti lo abbracciarono mentre cercava volti familiari.

Ammette che la ferita non è mai guarita del tutto, descrivendo la tragedia come una cicatrice che ancora duole.

Il suo salto di qualità avvenne il 10 giugno 1961 in una partita Juventus‑Inter Primavera terminata 9‑1, dove segnò dopo una prima frazione incerta.

In seguito ha scritto un libro intitolato ‘Cuore nerazzurro’, dedicato all’Inter, ai suoi sogni, alle speranze e ai sacrifici.

Nei suoi ricordi cita icone da Rivera a Ronaldo e ora a Lautaro, collegando ogni epoca al proprio percorso.

Nei suoi sogni cammina mano nella mano con il padre attraverso lo storico stadio della Filadelfia.

Offerte, scuse e amore duraturo per l'Inter

Agnelli gli propose un doppio accordo, un’agenzia assicurativa e una concessionaria Fiat, che Mazzola rifiutò, affermando che il padre si sarebbe alzato dalla tomba in protesta.

Si scusa pubblicamente con Bonimba e Simoni, spiegando di aver una volta opposto una decisione che portò al licenziamento di Simoni dopo il trionfo in Coppa UEFA.

Ringrazia sua madre Emilia, sua moglie Graziella e i suoi figli Ilaria, Valentina, Sandro e Paolo per il loro sostegno durante tutta la carriera.

Menziona anche suo figlio Sandrino.

Mazzola sente ancora un legame forte con l’Inter, definendola la sua salvezza e sognando che Lautaro solleverà un’altra Coppa dei Campioni per il club.

Ricorda di aver reclutato Zanetti nel 1995, Ausilio nel 1998 e Ferri da giovane, illustrando la sua influenza duratura sulla squadra.

Cita anche trattative memorabili come l’acquisto del contratto di Platini, la conservazione di un accordo firmato da Falcao e la facilitazione del trasferimento di Ronaldo al Milan dopo che il giocatore aveva espresso il desiderio di lasciare il Barcellona.

I suoi primi incontri con leggende come Di Stefano, Puskas e successivamente con Padre Pio durante un pellegrinaggio personale sono intrecciati nella sua narrazione.

Ricorda anche di aver collaborato con De Sisti nella fondazione dell’Associazione Giocatori nel 1968.

Anche il semplice canto ‘La’ riecheggia nella sua memoria dello stadio della Filadelfia, un promemoria dell’atmosfera storica dello stadio.

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