Filosofia vs stipendio: i colloqui italiani di Guardiola si bloccano
Alle 13:50 di oggi, Pep Guardiola ha incontrato i rappresentanti della federazione italiana FIGC per discutere di un possibile ruolo di allenatore della nazionale e ha sollecitato l'adozione della filosofia calcistica di Johan Cruijff. L'incontro ha segnato un raro caso di un allenatore di club di alto livello che entra in un dialogo di reclutamento per la nazionale.
Paolo Maldini, che si era dimesso da direttore tecnico della FIGC dopo poco più di due settimane, ha confermato la posizione di Guardiola. Il breve mandato di Maldini nella federazione sottolinea il rapido ricambio nei ranghi senior dell'organizzazione.
"Guardiola ha parlato ampiamente con noi dell'impatto che Cruijff ha avuto sul calcio spagnolo", ha detto Maldini al Corriere della Sera. Ha aggiunto che la lotta di due anni di Cruijff in Spagna ha posto le basi per l'attuale filiera di talenti del paese e che un approccio simile avrebbe potuto rimodellare l'identità del calcio italiano.
I media italiani hanno poi riferito che Guardiola ha abbandonato la prospettiva di lavoro perché le sue richieste salariali sono state ritenute troppo alte per la federazione. Il rapporto ha evidenziato il divario finanziario tra le pretese dell'allenatore catalano e le restrizioni di bilancio della FIGC.
"Il denaro non è stato assolutamente un problema", ha affermato Maldini. "Pep ci ha detto letteralmente: ‘Datemi un euro in meno rispetto all'allenatore precedente e va bene.’ Tuttavia era esausto dopo dieci anni in Premier League, aveva subito recentemente un'operazione alla schiena e voleva semplicemente riposo. La federazione ha persino esaminato la squadra Under‑17 nel corso della discussione."
Maldini ha infine sostenuto Andrea Pirlo per il ruolo di allenatore della nazionale, ma l'ambasciata di Pirlo presso la società russa di scommesse Fonbet ha suscitato polemiche. Di conseguenza, la federazione si è rivolta a Roberto Mancini come nuovo capo allenatore.
Il contrasto tra l'appello filosofico di Guardiola all'eredità di Cruijff e le preoccupazioni pragmatiche riguardo a stipendio, salute e affiliazioni esterne rivela come la federazione italiana sia passata da un'ambizione idealistica a una strategia di nomina più pratica.