Serie A
Crisi dei portieri della Juventus scontra il orgoglioso retaggio della nazionale
Juve, a lungo difesa da leggendari portieri numero uno, ora si trova di fronte a un netto contrasto: la storica dipendenza del club dai leader delle nazionali rispetto alla recente rottura di quella tradizione causata dal fallimento di Michele Di Gregorio, lasciando l’emergenza tra i pali dei Bianconeri dichiarata e non rinviabile.
La Signora è sempre stata difesa da portieri numero uno, non solo come parate, ma come leader dentro e fuori dal campo. Nella sua gloriosa storia il club ha costantemente schierato portieri che hanno anche ricoperto il ruolo di custodi delle loro nazionali. Questa tradizione ha forgiato un’identità unica per la Juventus.
Un’eredità di guardiani delle nazionali
I campioni del Mondiale Dino Zoff e Gianluigi Buffon sono i progenitori di quella stirpe, incarnando il legame del club con la Nazionale italiana. Anche quando non erano titolari, portieri come Stefano Tacconi e Angelo Peruzzi indossavano la maglia Juventus restando parte della squadra italiana. Il modello si è esteso oltre l’Italia: Edwin Van der Sar difendeva i Paesi Bassi e Wojciech Szczęsny rappresentava la Polonia mentre custodiva la rete della Juventus.
Ognuno di questi portieri portava l’autorità di un titolare internazionale, rafforzando la reputazione della Juventus come club dove convergono i migliori custodi delle nazionali.
La rottura della tradizione e gli errori recenti
Le recenti prestazioni di Michele Di Gregorio hanno interrotto la nobile tradizione di un titolare di nazionale tra i pali. Due anni fa la Juventus ha sostenuto l’ex portiere del Monza, rinunciando a Szczęsny, che in seguito ha vinto due campionati con il Barcellona, decisione ora descritta come il peccato originale da rimediare.
Juventus punta su centrocampista francese da €20 m e difensore inglese da €15 m del Milan
Le incertezze estive del club hanno evidenziato la difficoltà di sostituire una figura di tale calibro, confermando che l’emergenza tra i pali non è più una questione da rimandare.
Possibili soluzioni: opzioni di prestito e precedenti storici
I dirigenti del club sostengono che un prestito astuto potrebbe risolvere il problema senza prosciugare le risorse destinate all’attacco. Dopo la costosa corsa per Dibu Martínez, l’attenzione si è spostata su alternative come Marco Vicario, vice di Donnarumma, o Shu Suzuki del Giappone, entrambi portieri delle rispettive nazionali.
Non sarebbe una novità: nell’estate del 2005 una contrapposizione tra Kakà e Buffon portò il Milan a prendere in prestito Mattia Abbiati al Torino, mossa che aiutò il club a mantenere il dominio in campo fino allo scandalo Calciopoli che cambiò lo scenario.
Nel frattempo le comunicazioni della Juventus citano il Regolamento UE 679/2016 sulla protezione dei dati, sottolineando le più ampie responsabilità di conformità del club mentre ricerca una soluzione.