Serie A
Ziliani definisce Juventus il Manchester City italiano e denuncia la vergogna sistemica
Paolo Ziliani contrasta la risposta rapida e intransigente del calcio inglese all'indagine finanziaria su Manchester City con il silenzio attenuato e complice del calcio italiano dopo le indagini su Juventus, sostenendo che entrambi i sistemi tradiscono l'integrità dello sport.
Determinazione inglese contro inerzia italiana
In Inghilterra, le autorità hanno perseguito Manchester City senza sosta per presunte irregolarità finanziarie per nove anni, chiedendo la revoca dei titoli e persino suggerendo un ritorno allo status di amateur. Ziliani sottolinea che la Premier League, i club e i politici si sono uniti nella condanna, creando un “indignazione collettiva” che riecheggia in tutto il calcio.
In confronto, dice, il sistema italiano – dalla gerarchia della FIGC alla dirigenza di Serie A e ai media nazionali – ha voltato lo sguardo dall'Prisma Inquiry del 2023, che ha rivelato violazioni finanziarie e sportive sistematiche da parte di Juventus per molte stagioni.
Scoperte giudiziarie e copertura istituzionale
Ziliani osserva che nel 2022 i magistrati hanno scoperto prove concrete delle pratiche illecite di Juventus, e nel maggio 2023 la FIGC, allora guidata dal presidente Giovanni Gravina, ha rilasciato il club “in libertà” nonostante la documentazione incriminante. Descrive ciò come una “omertà a 360 gradi” che ha coinvolto il ministro dello sport Andrea Abodi, l'ex presidente della FIGC Gianni Malagò, l'AD di Lega Serie A Luca De Siervo, il procuratore federale Daniele Chine e il Procuratore Generale dello Sport Paolo Taucer.
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Il giornalista aggiunge che i presidenti dei club di Serie A, i funzionari della lega e persino i media mainstream hanno aderito al silenzio, non riuscendo a contestare la “grande vergogna” che, a suo avviso, è diventata l'establishment del calcio italiano.
Il richiamo di Ziliani
“Vergogna italiana,” dichiara Ziliani, esortando ogni figura che cita – da Abodi ai presidenti dei club – a dimettersi e a chiedere scusa. Sostiene che mentre la parte inglese condanna Manchester City per “falsificare i campionati”, la stessa indignazione è assente quando Juventus avrebbe ottenuto nove titoli mediante illecito.
Sottolinea che solo una manciata di voci, compresa la sua, hanno continuato a denunciare lo scandalo, descrivendo la più ampia comunità come “un gregge di pecore timorose e belanti” che ha rifiutato di agire quando il “Palazzo del calcio” ha orchestrato la fuga di Juventus.
Ziliani conclude che il mondo del calcio italiano deve affrontare la propria corruzione, chiedendo che il “Manchester City di Serie A”, simile a Juventus, sia perseguito, giudicato e punito come le prove lo richiedono.