Ultras dell'Inter rendono omaggio a Sandro Mazzola nella basilica di Milano
Centinaia di tifosi dell'Inter si sono radunati nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano mentre la bara di Sandro Mazzola entrava nello spazio sacro. Un lungo applauso è salito dalla folla prima che seguissero momenti di profonda riverenza. Rose bianche e gigli giacevano sulla bara, mentre la storica maglia numero 8 che indossava era fissata sul davanti.
Banner degli ultras e applauso dei tifosi
Nella piazza fuori dalla basilica, gli ultras dell'Inter hanno sventato un banner che recitava, “Il tuo nome resta tra le pagine della nostra storia. Il tuo ricordo nel cuore della nostra Curva. Ciao Sandro.” Il banner ha catturato il tono emotivo della giornata, collegando per sempre il nome di Mazzola alla Curva. L'applauso delle centinaia di tifosi ha sottolineato il dolore collettivo.
Leggende dell'Inter e presidente partecipano
Anche gli ex giocatori dell'Inter hanno reso omaggio. Aristide Guarneri, Giuseppe Bergomi, Francesco Toldo, Ivan Ramiro Córdoba, Esteban Cambiasso e Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, erano tra i presenti. Il presidente del club Giuseppe Marotta è arrivato poco prima che la bara fosse deposta all'interno della basilica.
“Era una persona importante per me, mi ha spinto per il mio debutto con Bersellini e mi ha aiutato a firmare il mio primo contratto,” ha detto Bergomi. “Non è mai stato una figura divisiva; era un grande campione, un campione di tutti.”
I dirigenti del club parlano dell'eredità
Il presidente Marotta ha definito Mazzola “una leggenda che ci ha lasciato” e ha sottolineato che preservare i valori incarnati dal grande giocatore è il principale dovere del club. Ha aggiunto che questi valori devono essere trasmessi ai giovani del settore giovanile dell'Inter, poiché modellano il futuro del club.
Anche i rappresentanti della Juventus e del Milan hanno ricevuto applausi. Il chief executive della Juventus Giovanni Carnevali e il direttore sportivo Ricky Massara sono stati accolti da una parte del pubblico dell'Inter, così come il numero uno del Milan Paolo Scaroni e l'ex attaccante Daniele Massaro.
La presenza dei dirigenti della Juventus ha ricordato un recente episodio durante una partita Juventus‑Atalanta in cui alcuni tifosi della Juventus hanno voltato le spalle durante una minuto di silenzio; il club ha emesso una nota dissociandosi immediatamente da tale comportamento.
Il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha ricordato il suo ricordo d'infanzia della vittoria dell'Italia 4‑3 contro la Germania, ringraziando Mazzola per l'ispirazione che ha dato a una generazione di tifosi.
Il clero e la più ampia comunità del calcio riflettono
Monsignor Carlo Faccendini, abate della basilica, ha rivolto la parola alla folla, dicendo che i milanesi “gli sono grati per il prestigio che ha dato alla città.” Ha descritto la cerimonia sia come un atto d'amore sia come un gesto di fede, ricordando l'incontro di Mazzola con Padre Pio e la sua abitudine di pregare in ginocchio.
L'abate ha anche ricostruito la vita di Mazzola, da un'infanzia segnata dalla perdita del padre, passando per i primi passi nel calcio vicino alla basilica, fino al suo profondo legame con l'Inter, che ha paragonato a una madre. Ha sottolineato l'umanità del giocatore, i forti legami familiari e la calma con cui ha affrontato una difficile malattia, concludendo con una benedizione finale mentre il funerale si avvicinava alla chiusura.