Tragedia in mare: pericolo dei migranti, muore un marocchino per Ceuta
Faten Ben Amar El Azizi, una calciatrice marocchina, è morta sabato mentre cercava di raggiungere Ceuta nuotando, come ha confermato il club Maghreb Atlético Tetuán. La sua morte si aggiunge alle 67 vittime mortali registrate dalle autorità spagnole dopo una crisi che ha costretto circa 60.000 persone a attraversare il confine tra Marocco e Spagna.
Il MAT ha rilasciato un COMUNICATO riprodotto dai media locali e citato dalla FE, affermando che il sogno della giocatrice “è finito prima di cominciare”. La dichiarazione aggiungeva: “Non cercava fama né avventura”, ma cercava “una vita migliore e un futuro che credeva la attendesse dall’altra parte della frontiera”.
Il club ha anche lamentato l’“alto prezzo” pagato da molti giovani nei tentativi di migrazione irregolare, osservando che il viaggio di Faten “è terminato prima di arrivare a destinazione, dopo aver perso la vita durante un tentativo di raggiungere la città di Ceuta”.
L’Unione Marrochina dei Calciatori Professionisti (UMFP) ha emesso il proprio COMUNICATO, iniziando con “Con profondo dispiacere”. Il presidente Mustapha El Hadaoui ha esteso le condoglianze, invocando Dio e augurando alla giocatrice “il più alto grado di gloria in Paradiso”.
Il Maghreb Atlético Tetuán, fondato il 12 marzo 1922 nella città di Tetuán, compete nella Botola Pro, il massimo livello della branca maschile del calcio marocchino. La lunga storia del club include la partecipazione al sistema nazionale di campionati.
Il MA Tetuán detiene un record nella seconda divisione, avendo vinto la Botola Pro D2 sette volte, il più alto nella storia della struttura del campionato del Marocco.
Le autorità spagnole riferiscono che la crisi ha già causato 67 morti, cifra che include la morte di Faten, e che circa 60.000 individui hanno tentato l’attraversamento tra Marocco e Spagna.
I media marocchini, tuttavia, parlano di almeno 17 morti, per lo più per annegamento durante il passaggio da Fnideq (Castillejos) a Ceuta, dettaglio evidenziato dalla FE nella sua copertura.
Le famiglie continuano a radunarsi vicino al confine, cercando notizie sui propri cari, molti dei quali sono giovani e sono scomparsi da giorni. Il netto contrasto tra la tragedia di una singola calciatrice e il più ampio costo umano sottolinea la realtà pericolosa della migrazione irregolare attraverso la frontiera di Ceuta.