Spalletti dice che massimo rimpianto per Napoli è l'algerino Adam Ounas
L'allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha detto a Tuttosport che, nonostante abbia citato David Pizarro, Stanislav Lobotka, Khvicha Kvaratskhelia, Mohamed Salah e João Cancelo come giocatori che ha aiutato a sviluppare, la sua più grande delusione del suo periodo al SSC Napoli è l'ala algerina Adam Ounas.
Spalletti, ora alla guida della Juventus, ha parlato a lungo dei momenti che hanno definito la sua carriera da allenatore. Ha evidenziato l'influenza che crede di aver avuto sul centrocampista cileno David Pizarro e sul centrocampista slovacco Stanislav Lobotka, così come sull'attaccante georgiano Khvicha Kvaratskhelia, sull'attaccante egiziano Mohamed Salah e sul terzino portoghese João Cancelo.
Quando gli è stato chiesto di identificare il giocatore di cui si è pentito di non aver valutato a sufficienza, Spalletti non ha esitato. “Il più grande rimpianto è Adam Ounas al SSC Napoli, senza alcun dubbio,” ha dichiarato, sottolineando l'opportunità persa.
Periodo di Ounas al SSC Napoli
Adam Ounas è arrivato al SSC Napoli per la stagione 2021‑2022, ma la forte concorrenza e il tempo di gioco irregolare gli hanno impedito di affermarsi. Dopo quella campagna si è trasferito al Lille, chiudendo il suo breve capitolo italiano.
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Da quando ha lasciato l'Europa, il ventinovenne ha costruito una carriera in Qatar, giocando per Al‑Sadd, Al‑Sailiya e Al‑Shamal prima di unirsi all'Al‑Gharafa nel settembre 2026. All'Al‑Gharafa si è riunito con il compagno algerino Yacine Brahimi e ha recentemente trovato la rete nella Qatar Cup contro il Mesaimeer.
L'eredità di Spalletti rispetto alle opportunità mancate
Il contrasto tra la fiducia di Spalletti nel plasmare le traiettorie di stelle di alto profilo e la sua ammissione di un rimpianto persistente evidenzia le sottili sfumature dell'influenza dell'allenatore. Mentre si attribuisce il merito di aver coltivato l'ascesa di Salah alla fama globale, riconosce che Ounas non ha mai realizzato pienamente il suo potenziale tecnico sotto la sua guida.
La riflessione di Spalletti offre uno sguardo raro sui parametri personali che guidano l'autovalutazione di un allenatore, ricordando ai lettori che anche gli allenatori celebrati possono portare con sé ambizioni non realizzate dalle loro precedenti nomine.