Serie A
Sconfitta scioccante della Juventus espone 7 difetti sotto Spalletti
Juventus è tornata da una sconfitta shock al campo del Sassuolo, ma la perdita non segnala ancora una crisi totale; al contrario, sottolinea una serie di debolezze che hanno già afflitto i Bianconeri nelle prime quattro partite di Serie A sotto Luciano Spalletti.
Fragilità difensive e confusione tattica
La difesa ha faticato a trovare coesione, con Vicario che già mostra più promesse di Di Gregorio nelle prime partite, ma la coppia Bremer‑Lucumí manca ancora di sincronizzazione. Lo stile di pressing alto di Gatti si scontra con la preferenza di Spalletti per un blocco basso, mentre Celik fornisce energia sul fianco. Cambiaso rimane un mistero dopo il suo infortunio, e Kalulu alterna prestazioni solide a passaggi vuoti preoccupanti, come visto al Mapei Stadium sul campo del Sassuolo.
Carenze del centrocampo e dell'attacco
Gli infortuni hanno decimato il centrocampo, con Locatelli e Thuram entrambi fuori per lunghi periodi, lasciando Douglas Luiz come unico punto luce nella prima stagione. Koopmeiners, McKennie – ancora ostacolato da un problema muscolare – e Sarr hanno faticato a fare impatto, e i tentativi di vendere i costosi centrocampisti brasiliano e olandese sono falliti in gran parte. In attacco, la squadra manca di un genuino centravanti; Milik è assente dalle liste UEFA e Serie A, mentre Kolo Muani e Woltemade non si adattano al profilo tradizionale di centravanti nonostante i loro alti profili.
Carnevali ha elogiato Spalletti, dicendo, "È un allenatore straordinario, uno dei migliori in assoluto. Cambiare allenatore non è nel mio spirito, dobbiamo cercare di programmare e costruire, bisogna dare del tempo e avere pazienza, sapendo che dovrà ingoiare bocconi amari," dopo la sconfitta contro il Sassuolo.
Dopo tre mesi di inattività e un calciomercato impegnato, la sensazione intorno alla Juve è che la squadra sia identica a quella della scorsa stagione, nonostante numerosi volti nuovi. La squadra mostra poca personalità, con idee tattiche che appaiono confuse e mal eseguite, e soffre di notevoli limitazioni tecniche e di carattere.
Sulle fasce, la Juventus vanta un'abbondanza di opzioni, dal rinvigorito Zhegrova – che ha realizzato una doppietta contro il Sassuolo – al recuperato Nico Gonzalez, al energico Conceicao, al promettente Alajbegovic e al affidabile Boga, ora infortunato. Questa ricchezza di alternative a volte porta a scelte di sostituzione discutibili, come la rimozione simultanea di Zhegrova e Woltemade dopo la vittoria contro il Sassuolo.
Il contrasto tra la sconfitta shock e la sensazione di squadra invariata, i cambiamenti superficiali non hanno affrontato le questioni strutturali più profonde. Senza un'identità chiara e un piano tattico coeso, la Juventus rischia di ripetere le precedenti prestazioni deludenti man mano che la stagione avanza.