Mondiali
Romario elogia Baresi come più duro rivale sotto le luci del Rose Bowl
Sotto le luci brillanti del Rose Bowl di Pasadena, la leggenda brasiliana Romario ha ricordato il defunto Franco Baresi, descrivendo il difensore del Milan e della nazionale italiana come l’avversario più difficile che abbia mai affrontato. L’omaggio è stato pronunciato mentre il mondo del calcio piangeva la morte di Baresi a 66 anni.
Romario ha pubblicato un messaggio sentito sui social media, dichiarando: “Posso dirlo senza alcun dubbio, è stato il giocatore più difficile che abbia affrontato nella mia carriera.” La citazione ha sottolineato l’impatto personale che Baresi ha avuto sui giorni di gioco di Romario e sul calcio in generale.
Le loro strade si sono incrociate nella finale della Coppa del Mondo 1994, dove Baresi è sceso in campo appena tre settimane dopo un infortunio al menisco, realizzando un ritorno notevole per l’Italia. In quella partita Baresi ha neutralizzato completamente la minaccia di Romario, e il match è andato ai calci di rigore, vinti alla fine dal Brasile a Pasadena.
Baresi è poi morto all’età di 66 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro, suscitando tributi da ogni angolo del globo, inclusi messaggi sentiti dal Brasile. Questo afflusso ha evidenziato il rispetto che egli comandava tra nazioni e generazioni.
Romario ha ricordato il primo incontro con Baresi mentre giocava per il PSV Eindhoven, affrontando il Milan due volte a dicembre 1992 e aprile 1993, e ha osservato la brillantezza del difensore già allora. Quegli incontri iniziali hanno lasciato un’impressione duratura sul attaccante brasiliano.
Ha inoltre ricordato di essere stato al Barcelona quando persero la finale della Coppa dei Campioni 1994 per 4‑0 contro il Milan ad Atene, partita in cui Baresi era squalificato. La sconfitta ha aggiunto un altro capitolo alle storie intrecciate dei due club e delle loro stelle.
Nel 1997 Romario ha partecipato alla partita d’addio di Baresi, definendolo “su un altro livello” e un simbolo sia del Milan che della nazionale italiana, uno dei più grandi difensori della storia. La presenza ha dimostrato l’ammirazione duratura che Romario nutriva per il suo ex avversario.