Mondiali
Privatizzare i Mondiali: il piano ribelle di Gianni Infantino scuote gli alleati
In un corridoio silenzioso del Waldorf‑Astoria, alti funzionari del calcio sussurravano mentre Gianni Infantino svelava un piano stravagante per privatizzare la Coppa del Mondo – un progetto in cantiere da oltre un anno e le cui origini risalgono alla Coppa del Mondo per Club dell'anno scorso negli Stati Uniti. La rivelazione, annunciata nel weekend della finale della Coppa del Mondo, ha preparato il terreno per una tempesta di controversie.
Secondo fonti interne, il progetto era talmente segreto che neanche il cerchio più stretto di Infantino e i più vicini consiglieri della FIFA ne erano a conoscenza, una segretezza che ha irritato alleati chiave come la Confederazione Asiatica di Calcio. La mancanza di un briefing interno ha lasciato la Confederazione con la sensazione di essere stata messa da parte in una decisione che potrebbe rimodellare il calcio globale.
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Molti osservatori sospettano che il piano sia stato elaborato con interessi finanziari legati alla più ampia famiglia Trump, un collegamento che spiega la vicinanza dell'imprenditore Josh Kushner. Questo presunto legame ha aggiunto una dimensione politica alla proposta già controversa.
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Il progetto viene descritto come un “progetto unilaterale di Infantino”, con alcuni amministratori del calcio che accusano il presidente della FIFA di “agire in maniera indipendente”. Quelle parole riecheggiano la reazione sbalordita e furiosa dei funzionari che in precedenza avevano cercato di mantenere un approccio politico pragmatico nei confronti di Infantino.