Patric chiude la sua era alla Lazio: addio di un capitano silenzioso
Lazio Patric ha chiuso il suo percorso nel corridoio del Stadio Olimpico, dove le luci si spengono mentre stringe la mano al nuovo direttore sportivo dell’Al‑Ittifaq, segnando la fine di un’avventura di 244 presenze. Il difensore è arrivato nel 2015 quasi sconosciuto dal Barca B e ha evoluto il ruolo da terzino a capitano in Champions League.
Patric arriva alla Lazio nell’estate del 2015 dal Barca B, quasi senza aspettative. Il giovane spagnolo è stato considerato un perfetto sconosciuto, ma la società ha visto in lui un potenziale da valorizzare.
Nel suo primo anno colleziona appena nove presenze in campionato, un avvio timido ma sufficiente per entrare in rosa. Nonostante il poco tempo di gioco, dimostra professionalità e disciplina in allenamento.
Con l’arrivo di Simone Inzaghi come allenatore nel 2016, Patric inizia a ritagliarsi più spazio. L’allenatore lo inserisce più spesso, riconoscendo le sue doti tattiche.
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Il suo primo gol per la maglia biancoceleste arriva nella quinta stagione, il 14 gennaio 2020, nella Coppa Italia contro la Cremonese. Successivamente, partecipa alla Champions League, dove indossa la fascia da capitano nella storica vittoria a Glasgow contro il Celtic.
Ultimi anni segnati da infortuni
Le ultime due stagioni sono state complicate: all’inizio del 2025 Patric soffre di un problema alla caviglia che lo tiene fuori per quasi tre mesi. Dopo due brevi ritorni dalla panchina, è costretto a un intervento chirurgico che chiude anticipatamente la stagione a marzo.
L’anno successivo registra una sola presenza da titolare a dicembre contro il Parma, prima dell’intervento di Sarri, che lo prova come regista nella sfida di marzo contro il Sassuolo. Da quel momento scopre una nuova posizione, avendo già ricoperto ruoli da terzino, difensore centrale e braccetto in undici anni di Lazio.
Nel finale di stagione trova continuità, ma un nuovo problema fisico in estate complica la preparazione, culminando nell’addio di ieri. Un saluto silenzioso per un leader che, nonostante lo scetticismo iniziale, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nella storia recente della Lazio.