Serie A
Oddo confronta il combattivo Gattuso con le idee ancora vaghe di Amorim
Nel corso dell’intervista concessa all’edizione odierna della, Massimo Oddo ha analizzato il confronto tra i due allenatori di Lazio-Milan, partendo da Gennaro Gattuso e proseguendo con Stefano Amorim, evidenziando differenze di approccio e di risultati finora ottenuti.
Il profilo di Gattuso
"Rino è un amico e un professionista che ha sempre saputo", ha dichiarato Oddo. Con lui la Lazio è partita benissimo quest’anno, ma avevo pochi dubbi perché Gattuso è un combattivo e probabilmente si trova più a suo agio in queste situazioni di lotta e di difficoltà, piuttosto che in mondi ovattati. Nei momenti complicati riesce a isolare la squadra, a tenerla fuori da quelle che sono le problematiche extra campo.
Le ambiguità di Amorim
Su Amorim ha proseguito: "Sì, però fino a ora è solo una proposta, ovvero parole e idee. Abbiamo di fronte un allenatore che vorrebbe un Milan aggressivo, che domina il gioco. Per arrivare a vedere qualcosa di concreto c’è bisogno di tempo: c’è stato qualche sprazzo nelle prime due partite, mentre contro la Juve molto di meno. Normale perché adesso le squadre sono in fase di costruzione e i verdetti delle prime giornate di Serie A sono poco indicativi. Amorim ha bisogno di inculcare la sua ideologia di calcio e non può riuscirci in due mesi. L’esempio lampante è la Roma che con Gasperini ha iniziato ad andare forte dopo un po’".
Il giudizio di Oddo mette in evidenza due realtà opposte: da un lato Gattuso, già testato in situazioni di pressione, dall’altro Amorim, ancora nella fase di proposta. Mentre la Lazio ha mostrato una partenza eccellente, il Milan deve ancora tradurre le idee in risultati concreti.
Secondo Oddo, la differenza tra i due approcci suggerisce che la Lazio potrà contare su una guida consolidata, mentre il Milan dovrà concedere tempo ad Amorim per costruire il suo progetto, sperando che l’esempio di Gasperini possa ripetersi.
Gattuso a Formello: Roma è un museo, ma il futuro è alla Lazio