Non è stata una bella Italia a Firenze, ma l’1‑1 mantiene vivo il sogno Mondiale
Al Franchi l’Italia parte con il piglio giusto contro una Bielorussia che, difendendosi con quasi tutto l’organico dietro la linea, segna il vantaggio nei primi minuti; il pareggio 1‑1 a Firenze, però, non lascia strascichi pesanti perché il passaggio del turno è già stato conquistato.
Una prestazione che fa pensare a una vittoria facile
Il risultato a Tbilisi, dove l’Italia aveva vinto 2‑0 in trasferta su campo neutro, aveva lasciato l’amaro in bocca; a Firenze la squadra si è invece adagiata sui ritmi delle avversarie, mancando della “cattiveria” negli ultimi 20 metri che avrebbe potuto rendere le cose più semplici.
Nel secondo tempo, la grande voglia di segnare ha esposto la squadra alle ripartenze della Bielorussia, che ha trovato il pareggio grazie al coraggio guadagnato.
Le parole delle giocatrici
“Nell’abbraccio finale c’è la voglia di ributtarsi già nel prossimo raduno e capire cosa ci vuole in più per andare in Brasile, che è il nostro obiettivo”, ha spiegato Andrea Soncin in conferenza stampa, aggiungendo che le due partite sono molto differenti.
Emma Severini ha eco‑risposto: “Forse è mancata la scelta nell’ultimo spazio del campo. Abbiamo tenuto palla quasi per tutta la partita e dobbiamo migliorare, perché avevamo bisogno del gol.”
Giada Greggi ha sottolineato la necessità di più visibilità: “Siamo soddisfatte della prima metà, ma nel secondo tempo siamo calate e dobbiamo migliorare sotto questi aspetti.”
Barbara Bonansea e Martina Rosucci hanno già guardato alla Finlandia, sognando di giocare a Torino: “Mi piacerebbe giocare a Torino, sarebbe bello. Anche al Sud c’è molto calore, l’importante è scegliere uno stadio dove la gente voglia venire a vederci.”