Napoli in crisi: De Giovanni avverte crollo strutturale contro la Lazio

Maurizio De Giovanni, scrittore e tifoso accanito, parla senza giri di parole ai microfoni di Radio Tutto Napoli, definendo il periodo attuale il peggior momento degli ultimi dieci anni. La sua analisi è lucida e spietata, descrivendo una crisi profonda e strutturale peggiore di quella post‑Spalletti, con la frase "Allora c'era confusione tecnica, mentre oggi la confusione riguarda praticamente ogni aspetto". Alla vigilia della delicatissima sfida contro la Lazio dell'ex Gattuso, l'ambiente partenopeo trema di fronte a uno spogliatoio "spaccato all'interno" e a sette sconfitte nelle prime quattordici partite.
Il bilancio economico di Allegri
Il banco degli imputati vede in prima fila Massimiliano Allegri, ma De Giovanni va controcorrente rispetto alla piazza che invoca la rivoluzione, sostenendo che la questione è di coerenza societaria ed economica. "Io Allegri non l'avrei mai preso, ma adesso non lo esonererei", afferma lo scrittore, sottolineando che Allegri e il suo staff costano almeno sei milioni netti all'anno per tre stagioni. Se si dovesse scegliere un altro allenatore di livello, il costo complessivo della panchina potrebbe arrivare intorno ai venti milioni annui, un'operazione che definisce suicida.
De Giovanni avverte che il Napoli non è la Juventus e non può permettersi ricapitalizzazioni folli; un esonero costoso azzererebbe il budget per i futuri acquisti.
Secondo lo scrittore, il vero peccato originale è la scorsa sessione estiva di mercato, dove è mancato il necessario ricambio generazionale, lasciando una rosa logora, avanzata con l'età e colpita da infortuni di lungo periodo, costretta a giri di valzer insostenibili ogni tre giorni. Cambiare guida tecnica sarebbe del tutto inutile, come dimostra la sua metafora culinaria: "Se ti do spaghetti, acqua e pomodoro, non posso chiederti un risotto alla milanese".
Il ritorno di Gattuso a Napoli, l’ultima Coppa Italia ancora sua
I limiti strutturali emergono con drammatica puntualità ogni volta che il cronometro supera l'ora di gioco; i dati evidenziano un crollo verticale del Napoli tra il 60' e il 70' minuto, frutto di una panchina non all'altezza dei titolari e di una condizione atletica precaria. Una spia rossa è già stata vista contro la Juventus, dove dopo aver subito il gol la squadra non ha avuto la forza di reagire.
La vulnerabilità difensiva è letta non come un demerito dei singoli centrali, ma come un collasso della diga di centrocampo: Anguissa e McTominay non riescono più ad accorciare e a proteggere la retroguardia, lasciando praterie agli avversari. De Giovanni conclude che "quando fai un contratto triennale a un allenatore come Allegri, devi essere pronto a tenerlo per tre anni" e non puoi buttare via l'investimento dopo pochi mesi.
Maradona apre le porte alle 10:00: Napoli avverte su biglietti
La Lazio vola, ma De Giovanni si aggrappa all'orgoglio dei singoli e alla legge del Maradona, sperando in un sussulto d'orgoglio capace di smentire anche la più logica delle sventure.