Serie A
Napoli e otto club si schierano contro Malagò nella corsa alla FIGC

Adriano Galliani, senatore di Forza Italia, ha annunciato la sua candidatura a Presidente della FIGC, sfidando Giovanni Malagò. Il Napoli, insieme a otto altre società di Serie A, ha già dichiarato il proprio voto contro il presidente in carica, segnando un primo passo decisivo nella corsa elettorale.
Le firme a favore di Galliani
Galliani può contare sul sostegno di cinque club di vertice: Inter, Atalanta, Milan, Como e Genoa. Anche la Lazio ha espresso pubblicamente il proprio appoggio, rafforzando il suo ruolo di portabandiera del movimento. Queste firme rappresentano una parte consistente del voto della Serie A.
Giovanni Malagò, attuale presidente, dispone finora di otto firme: Napoli, Roma, Monza, Lecce, Frosinone, Bologna, Fiorentina e Venezia. Il suo portavoce ha ribadito: «Vinco anche questa partita», dimostrando la determinazione a mantenere la carica. Queste dichiarazioni sono state riportate dalle Ultime notizie di Serie A.
Le scelte di Juventus, Torino, Parma e Udinese rimangono indecise, secondo quanto riporta Nicolò Schira. La decisione della Juventus dipende dalla posizione del proprietario Elkann e dal ministro Giorgetti, sostenitore di Galliani. Torino ha già dichiarato una posizione favorevole a Malagò.
Il termine per presentare le candidature scade il 4 novembre, mentre la votazione è fissata al 14 dicembre. Per bloccare Malagò non servono tutti gli 11 voti: basta un sostegno di dieci club per provocare lo stallo. Questa dinamica rende cruciale il conteggio dei sostenitori.
Cagliari e Sassuolo sembrano orientarsi verso la coalizione di Galliani, mentre il presidente della Lazio, Claudio Lotito, resta imponderabile. Tre mesi fa la Lazio era uno dei pochi club a non firmare per Malagò; il Verona, ora retrocesso, ha poi garantito il proprio appoggio a Malagò. Marotta e Percassi, che hanno convinto Galliani a scendere in campo, confidano che nessun club della Serie A sosterrà Malagò se Galliani rimane in corsa.
Con le firme ancora in bilico, la prossima settimana sarà decisiva per definire il risultato della sfida elettorale.