Serie A
Mentre i club ignorano i giovani, Kayode brilla in Premier
Il panorama della Serie A è dominato da una crescente sfiducia verso i giovani italiani: i club preferiscono investire in stranieri costosi, mentre Michael Kayode, ex proprietà della Juventus, ha trovato la sua strada in Premier, diventando rapidamente uno dei migliori.
Il contesto italiano: scarsa fiducia nei talenti locali
«Nemo propheta in patria», recita il proverbio che descrive la situazione. Sempre più giocatori italiani salutano la Serie A perché i club non credono più di tanto in loro. Il Frosinone di Alvini è considerato una bellissima scoperta, ma la tendenza resta: molti preferiscono puntare su stranieri, anche iper costosi, per non lanciare i propri talenti.
Il club ha speso 10,7 milioni per Bobcek, dimostrando che la disponibilità a investire è rivolta soprattutto a giocatori esteri, non a giovani italiani.
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Nel frattempo, la storia di Michael Kayode si distingue. Prima era di proprietà della Juventus, ma non è stato confermato e ha finito al Gozzano. Dopo un Mondiale di altissimo livello, la Fiorentina ha puntato su di lui, sebbene avesse già Dodo nel ruolo.
Quando la squadra è stata costretta a prendere Jimenez poco dopo, Kayode, a soli 22 anni, avrebbe potuto diventare titolare. Invece ha avuto la fortuna e la bravura di trasferirsi in Premier, dove è rapidamente emerso tra i migliori.
«Io provo orgoglio. A Firenze sono stato tantissimo, ogni cosa vissuta è stata bellissima. Ho sempre avuto la possibilità di giocare, a Firenze devo tantissimo e se sono qua devo ringraziare la Fiorentina. Essere qua e stare tutti insieme è bellissimo per tutti. Rammarico? No», ha dichiarato Kayode, sottolineando il suo legame con le squadre che lo hanno formato.