Massini Il candidato all'AIA denuncia clientelismo e marchettificio
Due giorni prima dell'elezione per la presidenza dell'AIA, fissata per sabato 10 ottobre a Roma, Francesco Massini racconta al Corriere dello Sport le motivazioni della sua candidatura, sottolineando la necessità di un cambiamento radicale nell'organizzazione e di una gestione più trasparente.
Massini, attuale vicepresidente vicario dell'AIA, corre contro Carlo Pacifici e Narciso Pisacreta. Inizialmente auspicava una candidatura unica, con tutti i candidati che facessero un passo indietro per stare fianco a fianco, invitando a “pensare al cosa, non al chi”.
Obiettivi di mandato e riforme
Il mandato, della durata di un anno e mezzo, sarà dedicato a tre priorità: autonomia economica mediante l’attuazione dell’articolo 32, riscrittura organica dei regolamenti, compreso quello elettorale, e professionalizzazione degli arbitri di vertice. Massini denuncia il clientelismo e il marchettificio, definendoli “il marcio” dell’associazione, e vuole liberarla dalla politica associativa, con l’obiettivo di “un voto, una poltrona”. Vuole che “l'AIA sia al centro” di queste trasformazioni.
Massini evidenzia il calo delle vocazioni arbitrali: “I numeri sono in crescita, il problema è che non restano, mollano subito”. Per trattenere i nuovi arbitri propone un ascolto più attivo e un rapporto più stretto con le sezioni, definendo la sezione “porto sicuro” per chi sceglie di arbitrare.
VAR e tecnologia: un futuro indispensabile
Riguardo al ruolo del VAR, Massini afferma: “Dal VAR non si può tornare indietro, ma deve dare la possibilità di decidere in campo avendo una sicurezza alle spalle”. Si dichiara inoltre aperto a sperimentare un VAR a chiamata per migliorare le decisioni arbitrali.
Concludendo, Massini sostiene che la sua lista rappresenta “la nuova classe dirigenziale dell'AIA”, priva di retrocessioni e focalizzata sul bene collettivo, e invita tutti a mettere l'associazione al di sopra dell’individualismo per garantire un futuro più trasparente e professionale. Il futuro dell'AIA dipenderà dalla capacità di attuare queste riforme.