Mancini riscrive l'Italia: difesa solida e attacco inatteso
L'analisi di Sandro Sabatini sul pareggio degli Azzurri in Francia evidenzia una nuova Italia di domani, ma al contempo richiama l'Italia di ieri, quella guidata da Roberto Mancini, l'allenatore che si definisce il miglior CT azzurro degli ultimi venti anni.
Difesa solida
Il quartetto difensivo ha trovato supporto in Kayode, il cui contributo non si limita a corse e rincorse laterali. Scalvini ha confermato la sua affidabilità, mentre la coppia Scalvini‑Bastoni ha mostrato una sintonia più che una semplice staffetta generazionale. Calafiori, pur essendo terzino sinistro, ha spesso assunto il ruolo di bodyguard dei centrali, dimostrando la capacità di giocare a quattro.
Attacco inatteso
Il trio offensivo ha regalato una gerarchia sorprendente: Kean ha operato anche sulla fascia, riscoprendo spazi nell'ultima mezz'ora. Pio Esposito, pur essendo sempre utile sulle sponde, è stato meno incisivo in profondità. Il più efficace è stato Sebastiano Esposito, che ha offerto un punto di riferimento prezioso, lasciando il campo solo alla fine per il giovane Vergara al suo debutto azzurro.
DONNARUMMA è stato definito guardiano del palo nel primo tempo, immaginando pressioni diverse. Nella ripresa, ha eretto un muro tra Dembélé e il goal, mentre le occasioni sventate sono state numerose, con la squadra che le ha colte tutte.
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PER Mancini, il tris di risultati è chiaro: brutta sconfitta con il Belgio, bella vittoria in Turchia e ancora più bello pareggio in Francia. L'Italia è tornata, è l'Italia di domani ma sembra anche quella di ieri, quella di Roberto Mancini. Tutti gli aggiornamenti sono stati forniti in TEMPO REALE.
Nel centrocampo, Frattesi ha vinto il duello a distanza con Barella, che ora ripaga la fiducia di Mancini nella Nazionale. Tonali ha pagato il conto della fatica, lasciando la regia a Fagioli e il posto in campo a Barella.
Il contrasto tra la difesa robusta e l'attacco inaspettato rivela una squadra capace di reinventarsi, confermando la visione di Mancini di un'Italia che guarda al futuro senza dimenticare le radici.