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Mancanza di requisiti nella candidatura di Giovanni Malagò alla FIGC

🇮🇹 Di 4AllFootball ·
Mancanza di requisiti nella candidatura di Giovanni Malagò alla FIGC

Continua a tenere banco la vicenda sul mancato tesseramento del presidente della FIGC Giovanni Malagò; la pratica depositata non contiene alcuna dichiarazione sul possesso dei requisiti richiesti, come ha evidenziato Il Fatto Quotidiano e solleva dubbi sul rispetto delle norme federali e dei principi del CONI.

Il verbale di deposito è stato firmato dal segretario generale della FIGC Marco Brunelli, il quale indica che l’avvocato Luca Bergamini ha presentato la candidatura per conto di Malagò, munita di delega firmata dal presidente. La delega è l’unico documento che attesta la partecipazione di Malagò alla procedura.

Nella documentazione è presente l’accredito delle diciotto società di Serie A a favore della candidatura, insieme a un documento programmatico. Tuttavia, non compare alcuna dichiarazione che confermi il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa.

Candidature a confronto

Renato Miele, che aveva presentato ricorso contro la posizione di Malagò, allegava alla propria candidatura il documento di tesseramento e una dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/2000 per attestare il possesso degli altri requisiti. Anche Giancarlo Abete, sfidante di Malagò alle elezioni, aveva fornito una dichiarazione in cui attestava, sotto la propria responsabilità, il possesso dei requisiti e l’assenza di divieti o incompatibilità.

Al contrario, nella pratica di Malagò non è presente alcuna dichiarazione simile, evidenziando una differenza sostanziale rispetto agli altri candidati.

La FIGC prevede tra i requisiti per le candidature il rispetto delle norme federali, dei principi del CONI e la regolarità del tesseramento alla data di presentazione. L’assenza di tale dichiarazione nella documentazione di Malagò mette in dubbio il rispetto di tali condizioni.

Secondo la documentazione, l’avvocato Bergamini si è presentato solo con la delega firmata da Malagò, l’accredito delle diciotto società di Serie A e il documento pragmatico, dimostrando una chiara carenza di requisiti richiesti.

Il mancato tesseramento era già emerso nei mesi precedenti, a seguito del ricorso presentato da Renato Miele, ma la questione si è nuovamente riaccesa con la recente analisi di Il Fatto Quotidiano.

Tra il 6 e il 10 ottobre è prevista una riunione degli organi del CONI per valutare, sulla base dei pareri legali richiesti dal presidente Luciano Buonfiglio, l’ipotesi di commissariamento della Federcalcio. Il presidente del CONI ha inoltre incaricato quattro giuristi di esprimersi sulla questione, fornendo alla Giunta tutti i documenti necessari per chiarire il quadro giuridico.

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