Serie A
Malagò spinge a riformare le commissioni: 300 milioni agli agenti
Il calcio italiano si trova di fronte a due fronti opposti: da una parte l’impegno di Roberto Mancini, chiamato da Malagò, per rilanciare una Nazionale reduce da tre Mondiali mancati; dall’altra la crescente preoccupazione per l’influenza e le commissioni degli agenti, stimate intorno ai 300 milioni di euro.
Rilancio della Nazionale
Roberto Mancini sta lavorando sulla Nazionale dopo la chiamata di Malagò, con i primi segnali che sembrano incoraggianti. Il nuovo presidente della Federcalcio vuole dare una svolta al progetto, considerato fondamentale dopo le recenti assenze ai Mondiali.
Il lavoro di Mancini è stato avviato in risposta alla volontà di Malagò di rafforzare la squadra nazionale, un obiettivo che ha già mostrato risultati positivi nei primi incontri di preparazione.
Il problema degli agenti
Parallelamente, emerge un problema più silenzioso: l’influenza crescente dei procuratori sul sistema calcistico italiano. Malagò e Daniele Simonelli, presidente della Lega Serie A, potrebbero giocare un ruolo centrale nella revisione delle regole sugli agenti.
La loro collaborazione, già decisiva per la candidatura e l’elezione di Malagò alla guida della Federcalcio, ora si concentra su una possibile revisione del ruolo degli agenti, ritenuto eccessivo nella gestione di contratti e rapporti con calciatori e allenatori.
Secondo il Corriere della Sera, l’obiettivo è rafforzare le norme, anche sulle percentuali delle commissioni, già previste ma spesso aggirate. Il report della Federcalcio indica che le commissioni versate agli agenti si aggirano intorno ai 300 milioni di euro.
Il fenomeno non è uniforme: accanto a professionisti seri, sono segnalati operatori accusati di comportamenti aggressivi e poco trasparenti, con la complicità di alcune società.
Federcalcio e Serie A, storicamente spesso contrapposte, sembrano oggi più vicine, con l’idea di costruire una linea comune anche a livello europeo, poiché il problema supera i confini italiani.
Dopo la tessera invocata da Buonfiglio, il dossier procuratori è entrato nell’agenda di Malagò e Simonelli, segnando una nuova fase di dibattito sul peso economico degli agenti.