Malagò Momento complicato: fuoco amico e sfide alla FIGC
Giovanni Malagò, presidente della FIGC, ha definito il periodo attuale un "momento complicato" a causa di attacchi da "fuoco amico" e della questione del suo mancato tesseramento, ora sotto scrutinio del CONI.
Il caso del tesseramento sotto esame del CONI
La mancata registrazione di Malagò prima della candidatura ha sollevato dubbi sulla sua eleggibilità e sulla possibile violazione dello statuto federale. Il CONI sta valutando la vicenda, ipotizzando anche la possibilità di un commissariamento della FIGC.
Le critiche di “fuoco amico”
Durante un’intervista a Sky Sport, il presidente ha raccontato di aver subito "attacchi da fuoco amico" da persone a cui aveva offerto amicizia e supporto. "Si sono lette tante prese di posizione ingiuste", ha dichiarato, aggiungendo che affronterà la situazione "a testa alta".
Malagò ha definito il periodo "ingiustamente complicato, sorprendentemente complicato", sottolineando che chi si espone e mette la faccia, soprattutto se eletto, è soggetto a critiche dure.
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Prospettive sulla Nazionale e la governance
Nonostante le tensioni, il dirigente ha espresso fiducia, affermando: "Fiducioso? Lo sono per natura, sarei un autolesionista se non lo fossi". Ha ammesso di non aver previsto una situazione così difficile, ma la considera parte della vita.
Riguardo alla nazionale, Malagò ha elogiato Roberto Mancini, descrivendolo con "bellissima energia" e ha notato che il tecnico collabora con Ranieri e Zola. Ha osservato che i giocatori non sono cambiati drasticamente rispetto a "tre o quattro mesi" fa.
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Il presidente ha concluso sottolineando l’importanza di lavorare su "spirito, entusiasmo e mentalità" sia tra i calciatori sia tra i dirigenti, per garantire un futuro positivo alla federazione.