Serie A
Le etichette fastidiose che assalgono Allegri dopo Napoli‑Bologna
Allegri ha dovuto leggere un’ennesima etichetta dopo la vittoria del Napoli contro il Bologna, partita conclusasi ieri. Il tecnico partenopeo è stato bersaglio di commenti del pubblico che riducono il risultato a un semplice “corto muso”, nonostante la prestazione complessiva.
Le etichette nel calcio, come nella vita, risultano fastidiose, come ha scritto la Stampa A&minus A+ in una rubrica recente. Il giornale ha sottolineato che tali giudizi sono frutto di luoghi comuni, utili a chi non vuole ridimensionare una vittoria. Questo è esattamente il caso di Allegri dopo il Napoli‑Bologna.
Etichette fastidiose sul Napoli‑Bologna
Il Napoli non era per niente scontato, ma ieri ha superato il Bologna. Con il senno di poi, molti osservatori hanno notato che la partita è risultata più agevole rispetto a quelle contro l’Inter e l’Arsenal, pur mantenendo il rispetto dovuto alla compagine allenata da Tedesco.
Fino al gol di Lobotka, la tensione era alta e diversi tifosi già immaginavano fantasmi, pronti a chiedere la testa di Allegri, convinti che il Napoli non potesse rinunciare ai tre punti. Il segnale del gol ha smorzato le polemiche, ma le etichette sono rimaste.
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Soluzioni tattiche di Allegri
Allegri deve gestire un centrocampo ridotto: Gilmour è alla sua seconda partita consecutiva con un minutaggio sostanzioso, mentre De Bruyne alterna alti e bassi, senza dimenticare Anguissa e McTominay, fermi ai box e non due qualunque.
Nel tentativo di dare nuova linfa a Politano, Allegri ha individuato Favasuli, sorpresa per chi segue solo Premier, Ligue 1, Bundesliga e Serie A, e Costantino, ex Catanzaro, l’unico esterno in rosa a possedere entrambe le fasi di gioco, che può fungere da equilibratore in fascia.
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Rimane aperta la domanda: quando smetteremo di mettere etichette su Allegri? Se la prossima vittoria fosse 1‑0, i commentatori lo colpirebbero subito con il “corto muso”, usando l’etichetta come pretesto per giudicare la prestazione.