La Procura blocca la fondazione dei tifosi della Juve dal caso arbitrale
All'interno dell'ufficio del procuratore di Milano, la fondazione tifosa della Juventus Jdentità Bianconera si è tenuta a parte mentre la Procura di Milano dichiarava di non avere legittimazione per aderire al fascicolo principale del caso arbitrale come parte offesa e per contestare la richiesta di archiviazione dell'indagine di Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale.
Legittimazione legale e contesto procedurale
La Procura di Milano ha emesso la sua posizione dopo la fine di luglio, sottolineando che Giulia Marozzi, la giudice istruttrice, deciderà se chiudere l'indagine sul presunto reato sportivo. La richiesta della fondazione, presentata sul suo sito web, afferma di essere un “punto di riferimento per i tifosi della Juventus” nella promozione della trasparenza, dei diritti e delle iniziative sociali.
La Fondazione Jdentità Bianconera si descrive come un punto di riferimento per i sostenitori della Juventus, sottolineando il suo ruolo nella trasparenza e nei progetti sociali. Sostiene che i suoi statuti le conferiscono il diritto di opporsi alla richiesta di archiviazione.
A metà luglio, con la firma all'ultimo minuto del procuratore Maurizio Ascione, è stata presentata la richiesta di archiviazione del caso Rocchi, citando una “esistenza storica” ricostruita di episodi di interferenza isolati ma senza prove concrete. Marcello Viola, capo della Procura, ha spiegato che non è stata trovata alcuna prova di un sistema strutturato per indirizzare le nomine arbitrali a favore dell'Inter, e il fascicolo non ha elencato alcuna parte offesa.
Richieste della fondazione e risposta del procuratore
La fondazione, rappresentata dall'avvocato Stefano Sassano, ha sostenuto che i suoi statuti legittimano l'opposizione alla richiesta di archiviazione e ha chiesto un'indagine supplementare. La sua petizione elenca l'acquisizione completa dei registri telefonici e delle comunicazioni, le registrazioni integrali della sala VAR dal 2024 fino a maggio scorso, le audizioni dei dirigenti nerazzurri e l'esame della redazione del calendario di Serie A.
Paolo Ielo, che segue il fascicolo da poco dopo la richiesta di archiviazione, ha avvertito che la fondazione non è autorizzata a intervenire come parte offesa perché non detiene l'interesse legale tutelato dal reato di frode sportiva. Se la giudice Marozzi adotterà questo ragionamento, potrà respingere il caso direttamente senza fissare un'udienza.
L'esito determinerà se le organizzazioni di tifosi possono legalmente contestare le decisioni della procura in indagini sportive di alto profilo. Sottolinea inoltre il delicato equilibrio tra la richiesta dei sostenitori di trasparenza e la discrezione della magistratura nella gestione delle presunte accuse di combinazione di partite.