La Liga
La “palla connessa” di LaLiga pronta a rimodellare il VAR dall’inizio della stagione
LaLiga di Spagna presenterà la sua nuova “palla connessa” nella partita di apertura della stagione 2026/27 della Primera División, il confronto Alavés‑Getafe di sabato 15 agosto, segnando la prima volta che la palla dotata di sensori assisterà le decisioni VAR e fornirà dati di posizione precisi per le chiamate fuori campo.
La palla contiene un sensore da 25 grammi che combina un accelerometro e un giroscopio, consentendo di registrare la forza d'impatto e la velocità mentre si muove sul campo.
Come funziona il sensore
I dati vengono trasmessi tramite dodici antenne installate in ogni stadio, posizionate dietro le porte e lungo le tribune laterali. Secondo Luis Mosquera, esperto di dati e tecnologia calcistica presso Kinexon, la palla emetterà 560 segnali al secondo, mentre le informazioni di posizione saranno inviate a una velocità di 100 segnali al secondo.
“Tutto quel flusso di dati e immagini delle telecamere è sincronizzato con quei protocolli di tempo di precisione, con le informazioni della palla e tali informazioni raggiungono la sala VAR per prendere decisioni tempestive,” ha spiegato Mosquera.
Implementazione in tutta LaLiga
Il sistema richiede che tutti i venti stadi della LaLiga siano dotati della rete di antenne e che seguano un protocollo specifico per la ricarica, la gestione e lo stoccaggio della palla, un progetto sviluppato insieme a Kinexon.
Ogni palla deve essere caricata wireless per circa novanta minuti, garantendo un'autonomia di cinque ore. I club riceveranno armadi specializzati contenenti venti stazioni di ricarica che conservano anche le palle e ne verificano lo stato.
Eduardo Prieto, capo del VAR nel calcio spagnolo, ha dichiarato: “Abbiamo fatto parlare la palla. Grazie a quella voce saremo più precisi. Dico agli arbitri VAR che sono chirurghi, devono analizzare e scrutinare ogni evento della partita in base alle regole e decidere se intervenire. In quella chirurgia incorporiamo una tecnologia molto più fine e precisa.” Ha aggiunto: “Nelle dispute sullo spazio di fuorigioco, per determinare se un giocatore tocca la palla o no, aiuta a stabilire il fotogramma esatto. Anche per quei minimi invisibili. Ora la palla ci parla e ci dice. Possiamo vedere i tempi delle entrate e delle dispute. Ora saremo in grado di inserire il bisturi in situazioni difficili da discernere per l'occhio umano. E anche per i doppi tocchi nei calci di rigore o nei falli.”
Ricardo Resta, direttore dell'Intelligenza Calcistica presso LaLiga, ha elogiato il progetto, definendolo “la tecnologia più affidabile e più robusta che esista.”