Mondiali
La calma della Spagna incontra la furia dell'Argentina a New Jersey
A East Rutherford, nel New Jersey, la Spagna è entrata nella finale della Coppa del Mondo domenica con un piano calmo basato sul possesso, mentre l'Argentina è arrivata pronta a scontrarsi con pugni e stivali, un contrasto evidenziato dai 12,29 falli a partita dell'Albiceleste, il tredicesimo più alto del torneo.
Gli uomini di Luis de la Fuente sapevano che l'Argentina sarebbe venuta contro di loro con pugni e stivali di furia nella finale domenicale del New Jersey, e hanno preparato una contingenza nel caso gli argentini volessero dare qualche colpo al loro volto collettivo. La squadra spagnola ha confidato nella propria compostezza, sicura che il loro piano sarebbe sopravvissuto a qualsiasi assalto fisico.
Gli argentini, campioni in difesa della Coppa del Mondo, hanno trasformato il torneo in una serie di colpi contro gli avversari, costringendo Inghilterra, Svizzera ed Egitto a rissa con la piena aspettativa del miglior combattente. Il loro approccio aggressivo è stato evidente per tutta la competizione, guadagnandosi l'etichetta di argentini che preferiscono la fisicità alla finezza.
Il modulo tattico della Spagna ha allargato la squadra fin dall'inizio, spesso facendo avanzare entrambi i terzini mentre lasciava solo due difensori centrali vicino alla loro area di rigore. Rodri è stato sensazionale a centrocampo, ancorato da un vincitore del Pallone d'Oro il cui controllo ha permesso alla Roja di dominare il possesso senza timore di ritorsioni.
Gli spagnoli hanno accumulato 120 minuti di difesa senza subire reti contro l'Argentina dopo aver dominato Capo Verde 0‑0, battuto l'Arabia Saudita 4‑0 e tenuto a rete Uruguay, Austria e Portogallo negli ottavi di finale. La loro solidità difensiva ha sottolineato la calma fiducia che ha definito il loro percorso.
L'Argentina, nonostante sia arrivata in finale, non ha registrato tiri in porta e sembrava più preoccupata di commettere falli e combattere che di giocare a calcio, un fatto che anche Lionel Scaloni ha ammesso dopo la partita. L'attenzione della squadra argentina sull'aggressività ha oscurato la brillantezza dell'ultimo atto di Lionel Messi.
L'arbitro ha espulso Enzo Fernández per una sfida avventata, e Leandro Paredes, insieme ad altri giocatori argentini, ha continuato a lottare al fischio finale, azioni che molti hanno detto macchiano l'eredità della squadra.
Il netto contrasto tra l'approccio composto e basato sul possesso della Spagna e l'aggressività esagerata dell'Argentina rivela una finale ricordata tanto per l'esecuzione fredda della Spagna quanto per le tattiche controverse dell'Albiceleste.