L’ombra del TAR di Zappi incombe sulla elezione del presidente AIA
L’Associazione Italiana Arbitri (AIA) si appresta a eleggere il nuovo presidente sabato 10 ottobre, ma la votazione è offuscata dall’avvio di un ricorso al TAR del Lazio da parte dell’ex presidente Antonio Zappi, che potrebbe riaprire nel campo di una controversia giudiziaria.
Il ricorso di Zappi al TAR
Dopo l’esclusione dalla giustizia sportiva, l’ex presidente Antonio Zappi ha deciso di rivolgersi al TAR del Lazio, chiedendo una sospensione cautelare prima di entrare nel merito della vicenda. L’udienza è prevista per l’inizio del 2027. Zappi era stato condannato dal Tribunale Federale Nazionale, dalla Corte Federale d’Appello e dalla Corte di Giustizia del CONI a 13 mesi di squalifica per presunte indebite pressioni su Ciampi e Pizzi a favore di Rosario D’Onato, anch’egli fuori dall’incarico.
Un eventuale accoglimento del ricorso potrebbe mettere in dubbio la legittimità delle elezioni e delle decisioni prese dopo la decadenza di Zappi. Potrebbe coinvolgere anche il CONI, dato che l’AIA fa parte della FIGC. Al momento, però, si tratta solo di un’ipotesi legata all’esito del procedimento amministrativo.
Le elezioni dell’AIA
Gli arbitri saranno chiamati alle urne sabato 10 ottobre, per la quarta volta in cinque anni, come riportato dal Corriere dello Sport. Tre candidati si contenderanno la presidenza. La votazione avverrà da remoto, tramite modalità telematiche, con convocazione dell’assemblea alle ore 9.30.
L’Assemblea elettiva dell’AIA sarà composta da 950 elettori, suddivisi tra 206 presidenti di sezione, 733 delegati regionali e 11 dirigenti o benemeriti. La Lombardia fornirà il maggior numero di votanti con 122, seguita dal Piemonte con 77; il Comitato Provinciale Autonomo di Bolzano avrà solo sette rappresentanti.
A livello macro‑regionale, il Nord concentra 336 aventi diritto, il Centro 323 e il Sud 291. Queste cifre determinano il peso di ciascuna zona nella scelta.
Per essere eletto al primo turno, un candidato deve raccogliere almeno 476 voti, pari alla metà più uno degli aventi diritto. Se nessuno raggiunge questa soglia, si procederà a un ballottaggio tra i due più votati, dove basta la maggioranza dei voti validi.
Tutte le attenzioni saranno rivolte al voto di sabato, poiché il risultato definirà la leadership dell’AIA in un periodo segnato da tensioni giudiziarie. Esso indicherà anche se il ricorso al TAR potrà influenzare il futuro assetto dell’associazione.