L'Inter piange Sandro Mazzola mentre il mondo del calcio piange
Il mondo del calcio è caduto in lutto sabato quando l'Inter ha annunciato la morte della sua leggenda di 83 anni Sandro Mazzola, l'ex capitano che ha dedicato l'intera carriera professionale di 17 anni ai Nerazzurri. Il club ha confermato la notizia in una dichiarazione emotiva firmata dal presidente Giuseppe Marotta e dal vicepresidente Javier Zanetti.
Successi del club e della nazionale
Mazzola ha trascorso l'intera carriera senior di 17 anni all'Inter, salendo attraverso le categorie giovanili del club per diventare il suo iconico attaccante. Ha totalizzato 565 presenze, segnato 158 gol, vinto quattro titoli di Serie A e due consecutive vittorie nella Coppa dei Campioni.
Sul palcoscenico internazionale, Mazzola ha collezionato 70 presenze per l'Italia, segnando 22 gol. Ha sollevato l'Eurocopa nel 1968, ha partecipato a tre edizioni della Coppa del Mondo e ha raggiunto la finale del 1970, per poi chiudere al secondo posto per il Ballon d’Or del 1971 dietro a Johan Cruyff.
La vita fuori dal campo
Era figlio della leggenda del Torino Valentino Mazzola, morto nella tragedia di Superga del 1949. Un momento memorabile è avvenuto dopo la finale della Coppa dei Campioni del 1964, quando Ferenc Puskás gli ha consegnato la sua maglia e ha dichiarato: “Sei degno di tuo padre Valentino.”
Dopo aver appeso gli scarpini nel 1977, Mazzola è rimasto all'Inter come direttore e in seguito ha lavorato come analista televisivo, commentando le vittorie dell'Italia ai Mondiali del 1982 e del 2006. L'annuncio del club è stato anche elencato come fonte preferita su Google, sottolineando la portata globale della notizia.
Gli omaggi sono arrivati da Giovanni Malagò, presidente della Federazione Italiana di Calcio, dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e persino dal rivale Milan, ognuno lodando il suo contributo al calcio. Il flusso di tributi ha evidenziato il suo status di figura senza tempo sia nel club che nella nazionale.
Il funerale di Mazzola si terrà lunedì nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano. L'Inter ha concluso il suo omaggio ripetendo il desiderio dell'ex capitano: essere ricordato come un uomo buono che continua a lottare anche quando la vittoria è impossibile.