Serie A
L’immagine di Bearzot che non racconta il Mundial 1982
Prima della Nazionale, mentre l’immagine più celebre di Enzo Bearzot è associata al ritorno della Coppa del Mondo in Italia, la foto stessa non è legata al Mundial 1982, ma a un momento diverso: il viaggio degli Azzurri da Madrid dopo la notte memorabile al Santiago Bernabeu.
L’immagine, con la Coppa sul tavolino dell’aereo che riportava gli Azzurri da Madrid, è diventata l’unica rappresentazione riconoscibile; secondo gli storici, non è possibile sceglierne un’altra, perché il pensiero ritorna sempre lì.
Giornalisti a bordo del charter
All’epoca non esistevano i social, così i giornalisti e i fotografi avevano accesso diretto al charter della Nazionale, potendo immortalare momenti riservati che oggi sarebbero impossibili da catturare. Questa libertà contribuì a creare immagini iconiche, come quella di Bearzot con la Coppa.
Enzo Bearzot sarà ricordato per sempre accanto al Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, intenti a una partita di scopa, gesto volto a stemperare un mese di tensioni iniziato male con la stampa contro, lo scandalo del calcioscommesse appena scoppiato e le polemiche per la convocazione di Pablito Rossi, futuro artefice della vittoria.
L’estate successiva fu caratterizzata da un’amnistia che coinvolse Pellegrini, Cacciatori, Della Martira, Albertosi, Giordano, Wilson, Manfredonia, Petrini, Savoldi e Zecchini, tutti nella Serie A, chiudendo il periodo di inchieste che aveva afflitto il calcio italiano.
Da calciatore, Bearzot vinse solo due campionati di Serie B, con Torino e Catania, dimostrando che un giocatore mediocre può diventare uno dei migliori allenatori, almeno a capo della Nazionale.
L’unica esperienza al di fuori della Nazionale fu con il Prato, dove guidò 23 partite, ottenendo otto vittorie, un breve ma significativo capitolo della sua carriera.
Oggi, Enzo Bearzot compirebbe novanta anni, lasciando un’eredità che continua a suscitare riflessioni sul ruolo del dirigente e sulla memoria collettiva del calcio italiano.