Serie A
Koulibaly racconta il rigore di Sarri tra difficoltà e gratitudine
Kalidou Koulibaly, ex difensore del Napoli e attuale difensore dell’Al‑Hilal in Arabia Saudita, ha rilasciato una lunga intervista al podcast saudita The Mo Show, raccontando il suo rapporto difficile con Maurizio Sarri, l’allenatore del Napoli, e la sua evoluzione personale e professionale.
L’arrivo al Napoli
Giocando in Belgio, Koulibaly è stato contattato da Rafael Benitez, allora allenatore del SSC Napoli, che lo ha invitato a trasferirsi in Italia. “Fu fantastico, è stato un periodo meraviglioso”, ha detto il difensore, descrivendo l’entusiasmo di una città di tre milioni che vive solo per il Napoli. La pressione era altissima perché i tifosi esigevano trofei e il ritorno in Champions League.
Il primo anno si è rivelato difficile: Koulibaly ammette di non essere ancora pronto a compiere un passo così grande. Tuttavia, ha guadagnato esperienza, è cresciuto di livello e ha vissuto quello che definisce il periodo migliore della sua carriera.
Il rapporto conflittuale con Sarri
Con l’arrivo di Maurizio Sarri, le cose sono cambiate. L’allenatore parlava solo in italiano con un accento toscano che Koulibaly non riusciva a comprendere, e non c’era alcun interprete a disposizione. Sarri si è dimostrato molto esigente, dando indicazioni che il difensore non capiva.
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Koulibaly ha dovuto imparare l’italiano in una scuola e affidarsi all’aiuto quotidiano dei compagni Aïssa Ghoulam e Jorginho, amici intimi a Napoli, per migliorare la comprensione. “No, Kouli non può giocare in quel modo”, diceva Sarri; ogni allenamento diventava una sfida per dimostrare il proprio valore.
Gratitudine verso Calzona e nuova visione
Il vice‑allenatore Raffaele Calzona ha sostenuto Koulibaly durante quel periodo, fornendo supporto tattico e umano. Koulibaly riconosce che la severità di Sarri, unita all’aiuto di Calzona, lo ha spinto a diventare un grande difensore. Ha iniziato a vedere il calcio in modo più “matematico”, analizzandolo con maggiore rigore.
Oggi, difensore dell’Al‑Hilal, Koulibaly ha dichiarato di parlare molto bene l’italiano e di studiare per conseguire un diploma in Sport Management presso un’università italiana a Roma, con corsi in lingua italiana ogni due settimane. L’intervista al The Mo Show ha evidenziato il suo percorso di crescita al di fuori del campo.
Koulibaly ha anche affrontato il problema del razzismo in Serie A, raccontando di aver subito episodi due o tre volte. Ritiene che le sanzioni attuali non siano sufficienti e auspica multe più pesanti e chiusure di stadi per combattere discriminazioni, sottolineando il ruolo educativo del calcio.