Europa League
Juventus affronta 'Dickie‑taka' di NEC, lavoro di Spalletti a rischio
I media italiani affermano che il prossimo turno di Europa League contro il NEC sarà una prova cruciale per l'Old Dame (Juve) e l'allenatore Luciano Spalletti, sotto pressione dopo una sconfitta nella prima stagione in Serie A contro il Sassuolo e al ottavo posto dopo quattro partite.
I media avvertono la Juventus a non sottovalutare il NEC
Secondo Tuttosport, la Juventus non deve prendere alla leggera il NEC. Dick Schreuder ha trasformato la squadra olandese in uno dei club più spettacolari dei Paesi Bassi, ottenendo il miglior piazzamento finale di sempre e creando un'identità tattica soprannominata ‘Dickie‑taka’, scrive il giornale Sport.
Lo stile ‘Dickie‑taka’ è offensivo, aggressivo e quasi spericolato, basato su un pressing alto e su una ricerca ossessiva del pallone dopo la perdita di possesso. Il portiere Crettaz lo ha definito una volta ‘kamikaze’, sottolineando il rischio di squilibrio che la Juventus potrebbe sfruttare, proprio come ha fatto il Bodø/Glimt nei play‑off della Champions League.
La sfida per la Juve è semplice: resistere alla tempesta, attendere che il NEC crei un punto debole sul fianco e colpire al momento giusto. Serve una spinta, e l'obiettivo è mandare gli olandesi indietro alle sponde del fiume Waal a mani vuote.
Il recente calo della Juventus e le prossime partite
La Juventus ha subito la sua prima sconfitta in Serie A lo scorso weekend contro il Sassuolo e, dopo quattro partite, è ottava, a cinque punti di distanza dai leader AS Roma e Internazionale. ‘Spalletti sotto pressione’ è il titolo sulla copertina del Corriere dello Sport, sottolineando l'esame a cui è sottoposto l'allenatore.
Il NEC e poi l'Atalanta sono due duelli molto importanti per Spalletti. I media italiani si aspettano che il mercenario Nick Woltemade inizi, mentre Randal Kolo Muani resta dubbio e Kenan Yildiz, Képhren Thuram e Manuel Locatelli sono ancora in lista infortuni.
L'ex centrocampista della Juventus Massimo Mauro, che ha giocato più di cento partite tra il 1985 e il 1989, afferma: “Juve non è ancora una squadra coesa e Spalletti è in ultima analisi responsabile. Quando un giocatore come Kolo Muani non rende più come due anni fa, la colpa non ricade solo su Spalletti – deve trovare un modo per vincere le partite rapidamente.”