Serie A
Inter Chivu: Champions incognita, Martinez si prende le responsabilità
Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista a Cronache di Spogliatoio in cui ha definito la Champions un’incognita e ha sottolineato che Josep Martinez si prende le proprie responsabilità. Il tecnico ha anche parlato del proprio percorso, dei dubbi e della necessità di rimanere curiosi.
«Preparo al meglio il domani, ma non mi sono dato 5, 10 o 20 anni: prima o poi ci si casca in quella fase in cui la maschera la devi mettere. Cercherò di non farlo», ha dichiarato Chivu, evidenziando la volontà di non nascondersi dietro una facciata quando le cose si complicano.
Nel proseguire, ha ammesso di sentirsi ancora un apprendista: «Se mi sento ancora un apprendista? Sì, è il mio modo di fare e di vedere le cose. Avere dei dubbi mi permette di essere curioso, di uscire dalla mia zona di comfort». Ha ricordato le opportunità ricevute due anni fa, prima a Parma e poi all’Inter.
Crescita di Pio Esposito
Chivu ha valutato positivamente lo sviluppo di Pio Esposito, affermando che il giovane «cresce, cresce bene. Gioca, fa la differenza, è decisivo con noi e in Nazionale». Non lo considera più un giovane, ma un giocatore di Serie A da un anno, capace di mantenere i piedi per terra grazie a una buona autostima.
Chivu elogia Pio, difende Martinez e analizza il futuro di Diouf
Riguardo al portiere Josep Martinez, Chivu ha sottolineato che «tutti hanno bisogno di chilometri, specie i portieri». Ha spiegato come gli errori subiti dal portiere siano giudicati più duramente rispetto a quelli di un attaccante, ma ha lodato la capacità di Martinez di prendersi le responsabilità e di mettere a disposizione del gruppo la sua professionalità.
L’incertezza in Europa
Il tecnico ha poi discusso dell’Europa, definendola «un’incognita, specie più avanti, perché non sai come finiscono le partite». Ha ribadito che il possesso palla non basta a vincere; occorre l’equilibrio giusto tra difesa e attacco, senza perdere identità, piano di gioco e autostima, soprattutto in Champions dove la qualità individuale è molto alta.
Il confronto tra l’incertezza della Champions e la consapevolezza dei propri limiti mostra come Chivu voglia guidare l’Inter con umiltà e rigore, puntando su crescita personale e collettiva per affrontare le sfide europee.