Serie A GIOVANI
Immobile spiega il suo addio, la dignità prima della gloria
Nel silenzio di una stanza del centro sportivo della Lazio, Ciro Immobile, appena nominato capo delegazione della Nazionale Italiana Under-16, ha raccontato al Corriere della Sera le ragioni del suo ritiro dal calcio giocato. Ha rivissuto i momenti finali con la maglia biancoceleste, descrivendo il peso di una decisione che ha colpito tifosi e dirigenti.
Il confronto con la Rolls Royce
Spiegando la scelta, l’ex attaccante ha dichiarato: "quando hai una Rolls Royce e ti accorgi che non corre più come prima devi arrenderti". Ha aggiunto che "fermarsi è una questione di rispetto verso te stesso e verso chi ti guarda" e ha sottolineato la vanità di non voler lasciare un ricordo di sé non bello. Il suo ruolo nella Nazionale Italiana Under-16 lo porta a guardare al futuro della categoria Under.
L’ex centravanti ha poi parlato della separazione dal club biancoceleste, raccontando: "Mi stavano accompagnando alla porta dandomi la mano, alla fine quella stessa mano l’ho alzata io e sono andato via". Ha giurato che, fino alla fine, tra lui e il presidente Lotito c’è stato un rapporto padre‑figlio.
Per evitare imbarazzi reciproci, Immobile ha deciso di prendere l’iniziativa e salutare la squadra: "Ho aperto la porta, ho tolto imbarazzi". Ha voluto chiudere il capitolo in modo diretto.
Le sue parole sono state riportate da SportMediaset. L’intervista offre uno spaccato personale del calciatore che ha chiuso la sua carriera sul campo.
Il suo nuovo incarico con la Nazionale Italiana Under-16 gli permette di trasmettere esperienza ai giovani, segnando una transizione dal ruolo di giocatore a quello di mentore.