Serie A
Il ritorno di un fulmine: Piero Ausilio lascia l'Inter dopo 28 anni
Piero Ausilio non è più il direttore sportivo dell'Inter: la società ha annunciato la risoluzione consensuale del suo contratto con effetto immediato, subito dopo la chiusura della sessione estiva di calciomercato, ponendo fine a un legame durato ventotto anni incredibilmente.
Arrivato al club nel lontano 1998 per occuparsi del settore giovanile, Ausilio ha scalato ogni livello gerarchico fino a ricoprire la carica di direttore sportivo. Durante il suo percorso ha saputo adattarsi a quattro diverse proprietà, da Massimo Moratti a Zhang Jindong Thohir, passando per Suning e, più recentemente, Oaktree. Il suo contributo è stato definito “architetto invisibile” dei successi nerazzurri.
Il percorso di Ausilio all'Inter
Nel corso degli anni Piero Ausilio è diventato il punto di riferimento per le operazioni di mercato, gestendo gli acquisti senza mai creare attriti personali. La sua capacità di coniugare sostenibilità finanziaria e competitività ha permesso all’Inter di mantenere un equilibrio unico nel panorama europeo.
Le scelte di mercato che hanno definito la sua era
Tra i colpi più importanti spicca Lautaro Martínez, acquistato dal Racing Club nel 2018 per circa 25 milioni di euro, diventato capitano e simbolo della squadra. Marcelo Brozović è arrivato dalla Dinamo Zagabria nel 2015 con una cifra vicina agli 8 milioni, evolvendosi in uno dei migliori registi europei. Nicolò Barella, trattato con Cagliari nel 2019, ha richiesto un investimento di circa 45 milioni di euro, consolidandosi tra i centrocampisti più forti al mondo.
Il mercato dei gratuiti ha fornito ulteriori vantaggi: Hakan Çalhanoğlu è stato strappato al Milan a parametro zero nell’estate 2021, Marcus Thuram è arrivato senza spese nel 2023 e André Onana è giunto gratis dall’Ajax, per poi generare una plusvalenza netta di oltre 50 milioni di euro con la cessione al Manchester United. Le cessioni remunerative hanno poi coperto le spese più gravose: Romelu Lukaku, acquistato per 74 milioni di euro nel 2019, è stato rivenduto al Chelsea per 115 milioni; Achraf Hakimi, comprato per 40 milioni, è stato ceduto al PSG per circa 68 milioni.
Il divorzio è nato da una divergenza contrattuale: Piero Ausilio chiedeva un accordo triennale o una formula 1+2, mentre il fondo Oaktree, sostenuto dal presidente Giuseppe Marotta, proponeva solo un anno di proroga. Di fronte al rifiuto, la società ha optato per una separazione immediata, affidando a Dario Baccin la continuità del progetto. Ausilio, ora libero, è già al centro dell’interesse di diversi grandi club europei, mentre l’Inter si prepara a un nuovo capitolo senza il suo storico custode del mercato.