Serie A
Il ritorno di Mancini con la stessa tattica e una rosa nuova
Il primo esordio di Roberto Mancini alla guida della Nazionale, avvenuto otto anni fa con una vittoria amichevole, si contrappone oggi al suo secondo debutto, previsto per domani, in cui la squadra è quasi totalmente rinnovata ma mantiene lo stesso modulo 4‑3‑3.
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Il primo esordio nel 2018
Il 24 settembre 2018, a San Gallo in Svizzera, la Nazionale italiana affrontò l'Arabia Saudita in un test pre‑Mondiale. Il modulo schierato fu il 4‑3‑3, lo stesso che Mancini intende mantenere per il prossimo incontro. L'Italia vinse 2‑1: al 21’ Mario Balotelli aprì le marcature, seguito da Gianluca Belotti, mentre Al Shehri accorciò le distanze. Sono trascorsi 3042 giorni dall’esordio di Roberto Mancini in Nazionale.
Il secondo esordio e la formazione 2026
Domani, 25 settembre 2026, Mancini guiderà nuovamente la squadra contro il Belgio nel contesto del Nations League. La formazione presenta solo un sopravvissuto al 2018: il capitano Gianluigi Donnarumma difenderà la porta. Accanto a lui troviamo Bonucci, Romagnoli, Zappacosta, Criscito, Jorginho, Florenzi, Lorenzo Pellegrini, Politano, Balotelli e Insigne, tutti inseriti nel consueto 4‑3‑3.
Nonostante il turnover, lo stile di Mancini resta invariato: la panchina è sempre caratterizzata da un approccio offensivo e da un pressing alto. Il modulo 4‑3‑3, introdotto nel 2018, è stato confermato come schema di partenza per la partita di domani. Questo mantenimento dimostra la continuità della filosofia tattica del ct azzurro.
Mancini prova il nuovo 4‑3‑3 con Romano contro il Belgio in Nations League
Il capitano Donnarumma è l’unico giocatore presente sia nel primo che nel secondo esordio. Accanto a lui, la difesa vede la presenza di Bonucci e Romagnoli, mentre a destra la fascia è occupata da Zappacosta e Criscito. A centrocampo, Jorginho continua a fungere da metronomo, affiancato da Florenzi e Pellegrini.
Un’altra curiosità è la presenza di Rolando Mandragora, convocato nel 2018 mentre giocava al Crotone e ora al Torino, dimostrando una continuità nella scelta dei convocati.
Cinque anni dopo il primo esordio, Mancini è stato avvicinato dai petrodollari sauditi, con voci di un possibile addio a Ferragosto. Alcuni osservatori ipotizzano già un futuro approdo ai Diavoli Rossi, la nazionale belga, dove il suo stile potrebbe trovare nuova linfa.
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Il contrasto tra il debutto di otto anni fa e quello di domani mette in luce come la continuità tattica coesista con un rinnovamento quasi totale della rosa, lasciando aperta la domanda sul futuro percorso di Mancini.