Il reclamo del CIO di FairSquare mantiene viva la saga di Balogun
N nella frenetica zona stampa dello stadio di Seattle, i funzionari si sono riuniti mentre la storia di L'affaire Balogun si è svolta appena una settimana dopo che i Diables Rouges hanno celebrato una grande vittoria contro gli États‑Unis. Il caso è tutt’altro che chiuso; è stata ora presentata una denuncia formale al prestigioso Comité International Olympique, l’IOC, chiedendo una revisione dell’incidente. Gli Stati Uniti sono stati poi sconfitti 1‑4, un risultato concreto che alimenta il dibattito. Diventa fan del Belgio! Questo sottotitolo, riprodotto alla lettera, sottolinea il clamore mediatico attorno alla vicenda e l’appello ai fan di restare informati. Il 6 luglio, un giorno prima del confronto USA‑Belgio degli ottavi di finale della Coppa del Mondo 2026, sono emerse notizie secondo cui Folarin Balogun, escluso dopo la partita del turno 16, potrebbe ancora essere idoneo a giocare. Nonostante un chiaro cartellino rosso ricevuto contro la Bosnia‑Erzegovina, il comitato disciplinare della FIFA ha invocato l’articolo 27 del suo regolamento per sospendere la sanzione e metterla in prova. La controversia si è ampliata quando Donald Trump ha telefonato personalmente a Gianni Infantino, chiedendo l’annullamento della decisione. L’ex presidente degli Stati Uniti ha anche costituito una task‑force e un team di avvocati per fare pressione sulla FIFA, aggiungendo una dimensione politica alla disputa sportiva. Balogun ha infine messo piede in campo, anche se l’appello della federazione belga è stato respinto. Tuttavia gli Stati Uniti, nonostante avessero schierato il loro marcatore più prolifico, hanno subito una pesante sconfitta per 1‑4, evidenziando l’impatto in campo della saga fuori dal campo. Oltre al calcio, l’incidente solleva interrogativi sulla governance. Gianni Infantino, membro del Comité International Olympique dal 2020, è accusato dal gruppo per i diritti umani FairSquare di aver violato la Charte olympique e il codice etico olimpico sette volte permettendo interferenze statunitensi. La denuncia ora è in mano all’IOC, e il suo esito potrebbe riverberarsi oltre lo sport. Il futuro del caso rimane incerto. Non è la prima volta che FairSquare si rivolge all’IOC su questioni simili; una denuncia analoga presentata a dicembre non ha prodotto sanzioni.