Il Real consegna alla UEFA una massa di documenti nel caso Negreira contro il Barcellona
La UEFA ha confermato di aver ricevuto dal Real Madrid CF una notevole quantità di documenti relativi all’indagine in corso sull’FC Barcelona, legata al caso Negreira che coinvolge José María Enríquez Negreira, ex vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri spagnolo.
Documentazione consegnata e destinatari
Oltre al Comitato tecnico, gli ispettori etici e disciplinari della UEFA hanno anch’essi ricevuto la stessa documentazione, la cui valutazione sarà inserita nell’analisi attualmente in corso. Il Real ha sottolineato l’importanza di una rapida conclusione dell’inchiesta, auspicando decisioni adeguate in base alla gravità dei fatti.
Contesto dell’accusa contro il Barcellona
L’accusa mossa al club catalano riguarda pagamenti effettuati a José María Enríquez Negreira dal 2016 al 2018, pari a 500 mila euro all’anno. Il Barcellona ha sempre sostenuto che tali somme fossero corrisposte per consulenze, non per influenzare il sistema arbitrale.
Il procedimento contro l’FC Barcelona è stato avviato nel 2023, con la nomina di due investigatori che da allora hanno svolto le azioni ritenute opportune. Il club ha sempre ottemperato a tutte le richieste degli inquirenti.
UEFA avvia indagine sul caso Negreira dopo denuncia del Real Madrid
Nonostante la consegna dei documenti, la UEFA non ha avviato alcun nuovo procedimento né ha riaperto quello già in corso, poiché non è mai stato chiuso. Il comunicato specifica che non vi è alcuna valutazione sul contenuto o sul valore della documentazione fornita.
Al momento, gli inquirenti non hanno avanzato nuove richieste al Barcellona né hanno inoltrato la denuncia del Real al club. Qualora lo facessero, il Barcellona ha dichiarato di rispondere come ha sempre fatto finora.
Il procedimento rimane subordinato all’esito del processo penale attualmente in corso in Spagna e continuerà a dipendere da tale risultato.
Nel frattempo, l’FC Barcelona ha continuato a ottenere la licenza UEFA senza obiezioni e a partecipare alle competizioni europee, dimostrando che l’attività sportiva non è stata interrotta dalla vicenda.