Il passato rifiutato di Tresoldi: da Milano e Juventus a una stella del Bruges
Nel frastuono del San Siro, Nicolò Tresoldi ha concluso una notte memorabile con un triplete contro l’Inter, ma la sua storia è iniziata ben prima, quando a dodici anni è stato respinto da Milan e Juventus insieme ad altri club italiani.
Rifiuti e prime speranze
Il suo unico allenatore italiano, Marco Bedini, ricorda che il giovane attaccante aveva provato ad entrare in Atalanta, Milan, Fiorentina, Bologna e Juventus, ma tutti avevano risposto che “avevamo già giocatori di quel livello”. Bedini aggiunge che Tresoldi tornava a Gubbio “come se nulla fosse” e continuava a segnare.
Figlio di Emanuele, ex difensore del Siena, Tresoldi è stato schierato fin da piccolo come centro‑attaccante, nonostante la sua statura non fosse tipica per il ruolo. “Io lo usavo come centro‑attaccante, anche se non aveva l’altezza e la struttura dei classici centravanti”, ha spiegato Bedini.
Il salto in Germania e la rinascita al Bruges
Nel 2017 la famiglia si è trasferita in Germania per lavoro della madre, e nel 2018 Tresoldt ha iniziato nella squadra giovanile dell’Hannover 96. Dopo anni di percorso, è diventato una sensazione al Club Brugge, confermando il suo valore con tre reti nella vittoria 4‑3 contro l’Inter nella fase a gironi della Champions League.
Disastro dell'Inter a San Siro: tripletta di Tresoldi per Brugge domina
Il giovane, tifoso del Milan, ha dichiarato che segnare contro l’Inter al San Siro è stato “extra speciale”. Bedini ricorda che, già a dodici anni, Tresoldi segnava in tutti i modi possibili, ispirato dal suo eroe Pippo Inzaghi.
Oggi, a ventidue anni, l’attaccante è al centro di una disputa internazionale: sia l’Italia sia la Germania lottano per la sua fedeltà. Dopo aver rifiutato un recente convocato di Roberto Mancini, Tresoldi ha confermato di aver parlato sia con Mancini sia con Jürgen Klopp, ma di concentrarsi sulla Germania U21.
Secondo le fonti, la federazione italiana teme di perdere un attaccante capace di dare “impulso fisico e versatilità” al reparto offensivo, soprattutto in vista di future competizioni internazionali.