Serie A
Il futuro di Mancini e Spalletti tra politica e risultati recenti
Nel cuore di Saint‑Denis, l’Italia ha strappato un pareggio contro la Francia davanti a ottanta mila tifosi, un risultato che ha riacceso il dibattito sul futuro tecnico della Nazionale, con Roberto Mancini e Luciano Spalletti al centro della scena.
Scelta di Mancini e ruolo del FIGC
Nel maggio 2018 Roberto Mancini fu scelto dal commissario Roberto Fabbricini e, qualche mese più tardi, confermato dal nuovo presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Otto anni dopo, il Mancio è stato scelto dal titolare della cattedra Giovanni Malagò, ma la sua permanenza potrebbe presto essere valutata dal nuovo commissario.
Il contesto politico resta incerto: la decisione sul commissariamento mancherà ancora di tre giorni, e l’ex numero uno dello sport italiano spera ancora in un “colpo di teatro”, come accadde nel 2013.
Le prestazioni recenti sul campo
L’Italia ha mostrato una buona prestazione a Saint‑Denis, accettando il più alto tasso tecnico di Olise e Doué, ma rispondendo con cambi di gioco e compattezza. La Francia ha controllato il pallone, ma l’Italia è stata più pericolosa nel primo tempo.
Nel secondo tempo, Gigio ha contribuito a una serata da nove in pagella, mentre sulla fascia destra è emerso un nuovo titolare, Michael Kayode. Fagioli e Tonali, ritenuti insieme, hanno funzionato, dimostrando che l’Italia può giocare con il tridente contro una delle migliori difese del mondo.
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Il caso Spalletti e le implicazioni politiche
Due anni fa una vittoria a Parigi garantì a Luciano Spalletti altri nove mesi da commissario tecnico. Dopo l’Euro 2024, la Nazionale vinse 3‑1 a Parigi grazie ai gol di Dimarco, Frattesi e Raspadori, ma la fiducia confermata a Spalletti fu più politica che tecnica.
Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, voleva una conferma necessaria per ricandidarsi a febbraio, influenzando così le valutazioni sul futuro del CT.
Roberto Mancini, con la vittoria in Turchia e il pareggio di Parigi, ha guadagnato credito, ma la sua posizione dipenderà da ciò che accadrà al CONI il prossimo martedì. Se Giovanni Malagò dovesse uscire, nessuno può garantire la continuità di Mancini, né il ruolo di un eventuale nuovo CT.
In sintesi, la combinazione di risultati recenti e dinamiche politiche rende incerto il futuro della Nazionale, con Mancini e Spalletti al centro di una discussione che coinvolge la FIGC, il presidente Gravina e il titolare della cattedra Malagò.