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Il Coni aumenta la pressione su Malagò con le valutazioni dei giuristi

🇮🇹 Di 4AllFootball ·
Il Coni aumenta la pressione su Malagò con le valutazioni dei giuristi

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni) ha intensificato la pressione sul presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giovanni Malagò, mentre attendono le perizie di quattro giuristi scelti per valutare la regolarità del suo tesseramento al momento della candidatura alla presidenza.

I quattro giuristi scelti

Il Coni ha nominato quattro giuristi per esaminare la vicenda. I profili spaziano dal diritto amministrativo alla giustizia sportiva, fornendo alla Giunta gli elementi necessari per le valutazioni successive.

Fra i nominati spicca Franco Gaetano Scoca, 91 anni, professore emerito di diritto amministrativo alla Sapienza di Roma e autore di numerose opere di riferimento. Accanto a lui, Massimo Coccia, avvocato e professore, è arbitro del Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna dal 1995 e ha ricoperto, nel 2006‑2007, la carica di vicecommissario straordinario della FIGC, partecipando alla revisione dello Statuto.

Profili di diritto sportivo

Luigi Medugno, socio fondatore dello studio MEA, è presente nel Collegio Arbitrale della Lega Nazionale Professionisti dal 1984 e ne è stato presidente dal 1996, diventando un punto di riferimento per le questioni di governance sportiva. Alberto Angeletti, avvocato specializzato in contenzioso con il Coni, ha difeso l’ente davanti al TAR del Lazio, al Consiglio di Stato, alla Corte di Cassazione e, nel 2024, davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Il calendario delle valutazioni

Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha affidato a questi esperti il compito di fornire alla Giunta le conclusioni giuridiche. La decisione finale sul caso Malagò dovrebbe essere presa tra il 6 e il 10 ottobre, quando sarà convocata una nuova Giunta nazionale per esaminare l’elezione del 22 giugno.

Il ricorso di Renato Miele

L’avvocato Renato Miele ha presentato un ricorso al Collegio di Garanzia contestando il mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura. La domanda chiedeva l’inammissibilità della candidatura e l’annullamento dell’elezione, sollevando dubbi sulla regolarità dell’iter elettorale.

La Procura generale dello Sport ha archiviato il fascicolo contro Malagò, ma ha rimandato al Coni la valutazione sull’operato della FIGC e sull’eventuale violazione dei principi statutari. Il procuratore della FIGC ha sostenuto che il requisito di essere in regola con il tesseramento non richiede necessariamente il possesso materiale della tessera al momento della candidatura, citando precedenti relativi ai vertici federali.

Rimane da capire se l’assenza di un tesseramento valido costituisca una violazione sufficiente a giustificare un intervento del Coni sulla governance della Federazione. Una eventuale decisione di commissariamento potrebbe ridisegnare il panorama del calcio italiano, con ripercussioni sulla gestione futura della FIGC.

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